Mi dispiace dire certe cose, ma è in momenti come questi che un popolo dimostra il suo livello. E pur amando la Spagna, paese in cui ho vissuto a lungo, in cui ho molto amici e in cerco di tornare spesso, non posso non sottolineare quanto riescano ad essere sfigati in determinate situazioni. Appena hanno saputo del nostro passaggio del turno si sono messi a frignare come i bambini ricordando la penosa vicenda di Luis Enrique e di Tassoti (cose che in campo succedono, dai...), e sperando che questa sia la volta buona per riuscire a vendicarsi. Oddio, ci sono le premesse perché le furie rosse ci mandino a casa con un paio di pere per tempo, ma tutto il nervosismo che stanno dimostrando fa ben sperare. E' la classica sindrome da invidia del cugino ricco, anche se qualcuno dovrebbe spiegargli che non siamo più il cugino ricco. Ma del resto noi facciamo lo stesso quando ci sono di mezzo i francesi, gli inglesi o i tedeschi, anche se la Storia dovrebbe insegnarci che non abbiamo molto da invidiare a certi popoli (dai francesi poi meno che meno, soprattutto dopo la partita di ieri: grazie Domench, grazie...). Io l'atteggiamento che sta dimostrando la stampa spagnola di solito lo chiamo terzomondismo (sto parlando della classica invidia del cugino ricco), ma si può parlare anche di llorones o di sfigati. Ah, per carità, non crediate che noi italiani non riusciamo ad essere bravissimi in queste cose, che si traformano semanticamente in maniera automatica e si trasformano in terronate, caricando il termine di tutta la sua valenza ironico-cialtronesca, caratteristica che da sempre contraddistingue l'italiano medio (rassegnamoci, siamo fatti così). Però nemmeno noi con il caso Materazzi-Zidane abbiamo dimostrato di essere tanto ridicoli. Anzi, c'è da dire che noi italiani in queste occasioni brilliamo in senso contrario, siamo così pirletti da darci addosso da soli.
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mercoledì, giugno 18, 2008
Gli spagnoli iniziano già a frignare: che sfigati!
Mi dispiace dire certe cose, ma è in momenti come questi che un popolo dimostra il suo livello. E pur amando la Spagna, paese in cui ho vissuto a lungo, in cui ho molto amici e in cerco di tornare spesso, non posso non sottolineare quanto riescano ad essere sfigati in determinate situazioni. Appena hanno saputo del nostro passaggio del turno si sono messi a frignare come i bambini ricordando la penosa vicenda di Luis Enrique e di Tassoti (cose che in campo succedono, dai...), e sperando che questa sia la volta buona per riuscire a vendicarsi. Oddio, ci sono le premesse perché le furie rosse ci mandino a casa con un paio di pere per tempo, ma tutto il nervosismo che stanno dimostrando fa ben sperare. E' la classica sindrome da invidia del cugino ricco, anche se qualcuno dovrebbe spiegargli che non siamo più il cugino ricco. Ma del resto noi facciamo lo stesso quando ci sono di mezzo i francesi, gli inglesi o i tedeschi, anche se la Storia dovrebbe insegnarci che non abbiamo molto da invidiare a certi popoli (dai francesi poi meno che meno, soprattutto dopo la partita di ieri: grazie Domench, grazie...). Io l'atteggiamento che sta dimostrando la stampa spagnola di solito lo chiamo terzomondismo (sto parlando della classica invidia del cugino ricco), ma si può parlare anche di llorones o di sfigati. Ah, per carità, non crediate che noi italiani non riusciamo ad essere bravissimi in queste cose, che si traformano semanticamente in maniera automatica e si trasformano in terronate, caricando il termine di tutta la sua valenza ironico-cialtronesca, caratteristica che da sempre contraddistingue l'italiano medio (rassegnamoci, siamo fatti così). Però nemmeno noi con il caso Materazzi-Zidane abbiamo dimostrato di essere tanto ridicoli. Anzi, c'è da dire che noi italiani in queste occasioni brilliamo in senso contrario, siamo così pirletti da darci addosso da soli.lunedì, settembre 17, 2007
Finali europee viste allo specchio
Ieri è successo qualcosa di straordinario. Ma cerchiamo di procedere con ordine. La federazione russa di volley organizza gli Europei maschili con il chiaro intento di vincerli: squadra fortissima, pubblico caldissimo e arbitri scandalosi (per ammissione dello stesso Fomin, che si è detto disgustato per quanto visto ieri). Sembrava fatta: in finale c'è la Spagna, Cenerentola del volley, perfetta per il ruolo di vittima sacrificale. E invece le furie rosse ieri hanno giocato una partita fantastica e si sono portati a casa il loro primo titolo Europeo. Che meraviglia! Ho davvero invidiato i (pochi) tifosi spagnoli, Anastasi (un colosso della pallavolo), Pascual (che, ironia della sorte, centra il suo più grande successo quando non è più il campione di una volta) e tutta la squadra. Emozioni, emozioni come solo lo sport può dare.
A Madrid invece è andata in onda la peggior corrida della storia dello sport spagnolo: parlo di corrida perchè non c'è altro termine per descrivere lo shock nazionale per la sconfitta nella finalissima con la Russia. Anche qui cose da pazzi: Spagna campione del Mondo in carica, squadra fortissima, Europei organizzati in casa e tutto pronto per la festa nazionale: e invece no, arriva la Russia e stravolge tutto. Pau Gasol (vero idolo nazionale per gli spagnoli) sbaglia il canestro decisivo e russi sul tetto d'Europa. Certo, la Russia nel basket è sempre stata una grandissima squadra, ma questa vittoria così inaspettata ha un sapore veramente speciale, ha il sapore della rinascita.
Insomma, la Spagna del volley va a Mosca e vince l'Europeo contro la Russia, e la Russia del basket va a Madrid a vincere l'Europeo contro la Spagna. Tutto sottosopra, per fortuna.
Insomma, la Spagna del volley va a Mosca e vince l'Europeo contro la Russia, e la Russia del basket va a Madrid a vincere l'Europeo contro la Spagna. Tutto sottosopra, per fortuna.
martedì, maggio 08, 2007
Conseguenze (gravi) delle elezioni francesi

In questi giorni tutti a parlare di cosa succederà in Francia ora che Sarkozy è stato eletto presidente. Lasciando per un attimo da parte le dichiarazioni di Silvio ("Sarkozy ha visto Berlusconi come modello. Le sue idee sono le mie"), che si dimostra come sempre un grandissimo, scopro con enorme disappunto che il nuovo inquilino dell'Eliseo rischia di creare gravi imbarazzi a Tokyo. Andiamo con calma. Jacque Chirac era un grandissimo appassionato di sumo (aveva chiamato "Sumo" il suo cane) al punto che in Giappone era stata creata la "Coppa Jacques Chirac" di sumo, intitolata proprio alla presidenza francese. E non si tratta mica di una coppetta qualsiasi, ma di uno dei trofei più prestigiosi per un lottatore di sumo, a cui possono partecipare soltanto i 6 vincitori dei più prestigiosi tornei nipponici. Ora risulta che Nicolas Sarkozy detesti il sumo. Nel 2004, in visita ufficiale ad Honk Kong dichiarò "Come si fa a essere affascinati da questi combattimenti tra grassoni unti con il codino?". Certo, la dichiarazione era polemica nei confronti di Chirac, ma i giapponesi hanno la memoria lunga e se la sono legata al dico. Non a caso l'ambasciata giapponese ha fatto sapere che il torneo è stato momentaneamente sospeso. Fanno ben sperare le dichiarazioni di Isenomi Yukishige, il presidente del settore pianificazione della federazione del sumo: "Forse riusciremo a far capire e amare il sumo anche a un profano come Sarkozy". Speriamo bene.
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