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lunedì, ottobre 13, 2008

Il curioso senso della realtà di Valeria Bruni Tedeschi

Interessante l'intervista a Valeria Bruni Tedeschi sul Corriere di oggi. La trovate anche online cliccando qui. Si parla di Marina Petrella e del fatto che la Francia abbia negato l'estradizione dell'ex terrorista all'Italia. Anche se non sono d'accordo con l'analisi di fondo che fa la Tedeschi ,molti passaggi dell'intervista sono pienamente condisivibili. Poi ad un certo punto leggo questo:

[...] Come mai lei s'è tanto interessata a questo caso?
«Io sono arrivata in Francia da bambina proprio perché la mia famiglia temeva quello che stava accadendo in Italia, anche a causa del terrorismo. Avevamo tutti un senso di paura, anch'io che ero piccola, e so che cosa significa essere accolti da un Paese straniero, sentirsi protetti da questo, e posso immaginare che cosa significhi vedersi improvvisamente negare quell'accoglienza e perdere quella protezione». [...]

A questo punto sento il bisogno di fare un po' di chiarezza. Come più volte ripetuto da suo padre la famiglia Tedeschi non se ne andò in Francia anche a causa del terrorismo, ma a causa del terrorismo. Il signor Tedeschi, ricco industriale torinese, temeva infatti che lui o qualche suo familiare potesse essere rapito dalle Br. Curioso come nella testa della Tedeschi la sua famiglia se ne andò per quello che stava succedendo in Italia, anche a causa del terrorismo. Curioso soprattutto che il giornalista non abbia chiesto alla signora in questione che cos'è che stava succedendo in Italia da far si che la famiglia tedeschi si trasferisse a Parigi. Oltre al terrorismo, chiaro.

giovedì, agosto 07, 2008

Le sorelle Bruni e il caso Petrella: memoria corta?

Avrete letto più o meno tutti del caso Petrella. Il solito caso di brigatista riparato in Francia, l'Italia ne chiede l'estradizione, e molti presunti intellettuali francesi si oppongono in nome della libertà. Interessante notare che tra le più schierate in difesa della Petrella ci siano le due sorelle Bruni. Forse sarebbe il caso di ricordargli che la loro famiglia si trasferì in Francia negli anni '70 proprio per il terrore di essere rapiti dalle Brigate Rosse. Certo, ci sarebbero tante altre cose da puntualizzare. Meglio di no. Non ti curar di loro ma guarda e passa, scrisse qualcuno un po' tempo fa: che ve lo dico a fare...