Martedì prossimo a Bologna viene proiettato Flight 666, il film documentario sull'ultimo tour degli Iron Maiden (per qualche dettaglio potete cliccare qui). Naturalmente bisogna prenotare (a Milano è già tutto esaurito ed hanno aggiunto un'altra data) e stavo giusto pensando di andarci: chi viene? Il programma prevede partenza da Padova alle 19.30 circa, sosta autogrillata con panino ignorante, birra (coca per chi guida) e pisciata veloce, proiezione alle 21.00 e rientro in serata (a scelta un secondo panozzo ignorante in tangenziale post cinema, giusto per non farsi mancare niente).
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martedì, aprile 14, 2009
venerdì, agosto 01, 2008
Batman, The Dark Knight: un film modesto
Visto ieri sera. Grandissime aspettative, dopo tutto quello che si era sentito e letto in giro. Partiamo da un aspetto che riguarda soltanto la versione italiana del film: il doppiaggio. Dire scandaloso è dire poco. Inascoltabile il doppiatore di Christian Bale. Parliamo di Joker, doppiato da Adriano Giannini. Il padre aveva doppiato il Joker di Nicholson e il figlio ha pensato bene di utilizzare la stessa impostazione (a tratti sempre che a doppiare sia Giancarlo Giannini): ridicolo, semplicemente ridicolo. Alla fine per lo spettatore italiano si perde completamente il senso della recitazione di Ledger. Ma parliamo del Joker. Impossibile fare paragoni con Nicholson: lui era Joker, Ledger ha recitato un ruolo. E' stato molto bravo, su questo non ci sono dubbi, ma il suo limite sta nel fatto di aver semplicemente dato vita ad un cliché, ossia il classico schizzato hollywoodiano.
Altra delusione: l'estetica del film. Non sta in piedi davvero niente, a partire dall'uso smodato di tecnologie assurde (realizzate per altro in periodi di tempo brevissimi), per non parlare poi della tuta/armatura di Batman, senza dubbio una delle più brutte viste al cinema. Era meglio la calzamaglia di Adam West.
Ultima nota dolente: la durata. Smisuratamente lungo, il film continua ad aggiungere l'impossibile nel tentativo di creare un climax drammatico, sfociando invece nella noia e nel (troppo) inverosimile. Tutta la presunta filosofia o lo spsessore del film però non ci sono, non scherziamo... qui ci si limita a qualche luogo comune, risolto peraltro con trovate stereotipate. Penso alla scena delle due navi, con il carcerato eroico...
Per il resto la storia c'è e anche i personaggi sono tratteggiati bene, ma nel complesso il voto è un 5 e mezzo, soprattutto se si considerano il budget e le critiche enormemente positive fatte al film. Dentro a questo Batman c'è troppa Hollywood.
Io mi domando perché Joker non l'ha fatto Gary Oldman. Sarebbe stato perfetto (nei panni di Gordon non mi ha convinto molto). E comunque il Joker più grande di tutti i tempi resta sempre lui, Cesar Romero.
lunedì, maggio 19, 2008
Un bel film e una domanda che mi mette a disagio
Sabato sera sono finito per caso al cinema. Risultato: In Bruges. Sembra fosse l'unico film con qualche posto libero, a parte Superhero (che avrei voluto vedere molto volentieri, ma questa è un'altra storia). E via con In Bruges allora: a parte qualche momento un po' troppo forzato e cartonato (mi viene in mente soprattutto il finale), il film vive di tanti piccoli lampi di genio che lo rendono una piacevola sorpreso in mezzo alla banalità e ai luoghi comuni che di solito ci tocca vedere. E poi i nani mi hanno sempre affascinato. A fine proiezione i commenti di quasi tutti in sala erano del tipo che film di merda, che cazzata, mai vista una cagata del genere... e molto probabilmente il film mi è piaciuto ancora di più dopo averli sentiti (e dopo aver inquadrato velocemente chi faceva commenti di questo tipo).
Poi questo lunedì si ripropone con un interrogativo che mi mette a disagio: mezzo mondo protesta in favore del Tibet, della democrazia e della libertà, ma di fronte allo scandalo inaudito della Birmania stanno (quasi) tutti zitti. Perlomeno i Governi e le grandi stelle delle cause umanitarie fashion hollywoodiane. Forse perchè in questo momento a tanti governi conviene mettere in difficoltà politicamente la Cina, mentre non conviene mettere in difficoltà un ottimo partner economico come il regime birmano, che permette alle aziende straniere di fare tutto quello che vogliono in cambio di due lire e che, soprattutto, da un punto di vista geopolitico conta tanto quanto San Marino (anzi, forse un po' meno). Chissà perché ma penso soprattutto ai francesi, tanto bravi a salire in cattedra per dare lezioni di moralità e di democrazia a tutto il mondo senza però mai dimenticare che, quando gli affari sono i loro, la morale e la democrazia passano in secondo piano.
Poi questo lunedì si ripropone con un interrogativo che mi mette a disagio: mezzo mondo protesta in favore del Tibet, della democrazia e della libertà, ma di fronte allo scandalo inaudito della Birmania stanno (quasi) tutti zitti. Perlomeno i Governi e le grandi stelle delle cause umanitarie fashion hollywoodiane. Forse perchè in questo momento a tanti governi conviene mettere in difficoltà politicamente la Cina, mentre non conviene mettere in difficoltà un ottimo partner economico come il regime birmano, che permette alle aziende straniere di fare tutto quello che vogliono in cambio di due lire e che, soprattutto, da un punto di vista geopolitico conta tanto quanto San Marino (anzi, forse un po' meno). Chissà perché ma penso soprattutto ai francesi, tanto bravi a salire in cattedra per dare lezioni di moralità e di democrazia a tutto il mondo senza però mai dimenticare che, quando gli affari sono i loro, la morale e la democrazia passano in secondo piano.
domenica, aprile 20, 2008
A proposito di Juno
Visto ieri sera: che delusione! Ma com'è che mezzo mondo ha parlato di questo filmetto come di un capolavoro? Ancora me lo domando. Personaggi scialbi e tutto sommato stereotipati, regia piatta e abbastanza paracula... Per carità, la storia tende a coinvolgere ed è scritta benino, ma tutta 'sta genialità proprio non l'ho trovata. Gli unici personaggi veramente umani poi sono il padre (un grandissimo J.K. Simmons) e la matrigna di Juno, gli altri sono tutti caricature, macchiette, alcuni davvero ridicoli, quasi tutta roba finta insomma. Dopo aver visto il film trovo veramente ridicolo l'articolo di Natalia Aspesi pubblicato su Repubblica un po' di tempo fa, come altrettanto ridicoli sono tutti i discorsi fatti da Ferrara su questo film. Insomma, mi sembra chiaro che guardare le cose con l'occhio deviato dall'ideologia porta solo a sparare cazzate. La storia di per sé è una normalissima storia, come ne capitano e ne sono capitate a migliaia e come a migliaia ne capiteranno. Raccontata in modo un po' finto e paraculo, su questo non ci sono dubbi. Ma se si osanna tanto 'sto film, soprattutto con le parole che mi è capitato di leggere in giro in questi ultimi tempi, significa che di vita reale si capisce davvero poco. Poi il film in sé è anche carino, per carità, ci sono alcune scene fatte bebe e che si lasciano guardare, ma davvero non andiamo oltre.
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giovedì, gennaio 31, 2008
domenica, gennaio 20, 2008
Omaggio a un cantastorie e un (auto)regalo
Trovo un po' di tempo per scrivere due righe sull'evento cinematografico dell'anno (almeno per me), vale a dire la retrospettiva che Torino dedica a Wener Herzog fino al 10 febbario. Se tutto va bene il 3 febbraio sono lì ma intanto ecco un po' di Herzog pensiero direttamente dal Venerdì di Repubblica di settimana scorsa (questo fine settimana ho approfittato di un po' di tranquillità per recuperare qualche arretrato): «Non ho imparato il cinema da nessuno, non ho mai fatto l'assistente, né ho frequentato una scuola di cinema, ho imparato con l'approssimazione». La vera chicca poi è il libro curato da Grazia Paganelli, Segni di vita. Werner Herzog e il cinema. Tra l'altro, ha proposito di consigli per gli acquisti, ieri ho praticamente ho obbligato mia moglie a preordinare il mio regalo di compleanno, vale a dire questo (con la vana speranza di essere tra i primi 500...). Ho già l'acquolina in bocca.... Scream for me Long Beach!!!!!!!!!!!!
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martedì, gennaio 08, 2008
Cristina Comencini, il senso della realtà e i luoghi comuni
In questi giorni siamo tutti martellati dall'inarrestabile macchina promozionale che precede l'uscita di Bianco e nero, il nuovo film di Cristina Comencini. Impossibile evitare le interviste che hanno tenuto banco su tutti i tg e che oggi occupano tutti i quotidiani e siti internet. Il problema è che è stato impossibile anche evitare la valanga di luoghi comuni che la Comencini ha riversato su di noi a mezzo stampa. A sentire la regista l'idea per il film è nata di ritorno da un viaggio in Ruanda: «Mi si è spalancato un mondo, mi sono resa conto che nessuno, me compresa, aveva un solo amico nero. È stato l'inizio del film». Ma in che mondo vive? Probabilmente non in quello reale, dato che io e la maggior parte delle persone che frequento di amici e conoscenti di colore ne abbiamo parecchi, e da più di dieci anni. Per non parlare poi delle coppie miste che ormai sono all'ordine del giorno, per lo meno in Veneto (questa è la mia esperienza personale, chiaro). Come al solito assistiamo impotenti ai deliri di una categoria di persone che vive in un mondo dorato che nulla ha a che fare con la realtà concreta e che pretende anche di insegnarci a vivere. Il bello è che non si pongono nemmeno il problema che esista una realta altra rispetto alla loro esperienza personale, è questo che mi sconvolge. Pazienza, abbiamo sopportato di peggio.
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lunedì, dicembre 31, 2007
Maria Antonietta della Coppola, Cronenberg e un cenone da preparare
In questi giorni ho avuto un po' di respiro e ne ho approfittato per guardare un po' di film visto che di solito il tempo scarseggia. Ieri sera è toccato al tanto osannato Marie Antoinette di Sofia Coppola: da un punto di vista estetico il film è un piccolo capolavoro, peccato per il vizio originale che colpisce inevitabilmente il 99% dei film storici. Sto parlando naturalmente del voler applicare schemi mentali e parametri di giudizio morali odierni ai tempi passati, cosa che ho sempre trovato a dir poco fastidiosa: credo che abbia poco senso voler giudicare la storia con gli occhi di oggi. Inutile dire che il film definitivo sul '700 resta Barry Lyndon, un capolavoro assoluto che ha chiuso qualsiasi discorso possibile sul film storico. A Natale invece sono andato a vedere l'ultimo di Cronenberg: per la prima volta sono rimasto deluso da un film del maestro. Capita anche ai migliori. Ora vado, ho un cenone a base di branzini al sale da preparare. Buon 2008 a tutti.
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mercoledì, novembre 21, 2007
Corriere della Sera di oggi, pag. 49: Manufactury Dissens
Due pagine dedicate al Torino Film Festival. Davvero niente male. Interessante l'articolo di presentazione a Manufactury Dissident, documentario girato da due esordiente canadesi. Riassumo in breve la storia: i due cercano in ogni modo di intervistare Michael Moore, il loro idolo, nel tentativo di realizzare un documentario che riporti il dietro le quinte della star dei documentaristi Usa. Peccato che il buon Michael si riveli impossibile da intervistare: si fa prima a fare due chiacchiere con Benedetto XVI. I due ragazzi allora decidono di realizzare un documentario per far conoscere a tutti il vero Moore e i metodi che utilizza nel suo lavoro. Trovate tutto l'articolo qui. Premesso che spesso mi trovo d'accordo con le tesi esposte da Moore, non ho mai sopportato il suo atteggiamento da primo della classe, da depositario della verità, da talebano della giustizia. Questo documentario dimostrerebbe che non mi sbagliavo (uso il condizionale perchè non l'ho ancora visto).
C'è poi un'intervista a Nora Jones, protagonista di The Blueberry Nights di Kar Wai. Ora può essere che io sia del tutto andato, ma vi trascrivo una domanda con relativa risposta e poi ditemi voi se ci capite qualcosa:
- Gli idoli del cinema, da ragazza?
- Ero una figlia unica, venuta su in Texas grazie a una madre single che ascoltava solo country e jazz. Trasferirmi a New York è stata un'esperienza molto forte, stavo a Jones Street, non a casa a due passi da Bleecker Street, ovvero dal Blue Note e dai loacli che piacciono a me. Come Elizabeth non ho mai avuto problemi a lavorare in un bar, per perseguire il mio obiettivo che era cantare. Quello che è accaduto finora supera le mie più rosee aspettative.
Si, tutto bellissimo, ma i tuoi idoli del cinema da ragazza? Ma nessuno ha riletto il pezzo e si accorto che a questa hanno chiesto quanto fa due più due e lei ha risposto che George Washinton è morto nel 1799? Boh...
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giovedì, ottobre 25, 2007
Sean Penn e Terence Malick
Tutti acclamano Sean Penn per il Into the wild, il suo ultimo film presentato ieri a Roma. Premesso che ho molta stima per l'ex marito di Madonna, protagonista di alcuni film stupendi (come il sottovalutatissimo U-Turn), resto sempre un po' perplesso quando vedo un supermiliardario che invita «i giovani che oggi sono schiavi del benessere e delle cose», a scegliere il rifiuto della città e del benessere. Come direbbe un mio amico è facile fare i froci con il culo degli altri.
Ispira molta simpatia invece Terence Malick che, come al solito, preferisce restare in disparte. Scelta più che condivisibile e che conferma, se mai ce ne fosse il bisogno, che spesso il silenzio riesce a creare boati devastanti.
Ispira molta simpatia invece Terence Malick che, come al solito, preferisce restare in disparte. Scelta più che condivisibile e che conferma, se mai ce ne fosse il bisogno, che spesso il silenzio riesce a creare boati devastanti.
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giovedì, ottobre 04, 2007
La tragica storia di Fantozzi
Un po' di storia del cinema (e della cultura) italiana. A breve le altre puntate.
giovedì, aprile 12, 2007
Nemo profeta in patria
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