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lunedì, marzo 31, 2008

Adesso su Rai2... senza parole!

Roberta Lanfranchi conduce uno special sul matrimonio (a New York) di Umberto Smaila e Fanny. Ospiti in studio Bruno Conti, Rudy Smaila, Maurino Di Francesco (che è senza dubbio terminale di qualcosa perché è irriconoscibile) e cameo pre-registrato di Jerry Calà. Sto assistendeo controvoglia a qualcosa di indescrivibile. Ora l'immancabile medley anni '70: Umbertone è partito con "Scioglono le trecce ai cavalli" e via andare... Credo che quella che sto vivendo si possa definire un'esperienza mistica.

martedì, luglio 17, 2007

Lavorare stanca (il punto sulla mia mattina lavorativa tra le 7 e le 10)

Stamattina in radio abbiamo parlato a lungo del problema dei cosiddetti lavori usuranti, prendendo spunto da quanto scritto sul Corriere di oggi (qui trovate l'articolo). Divagazioni sul tema nel corso della mattinata Lavorare con lentezza, bellissimo film di Guido Chiesa che ha rubato il titolo alla canzone di Enzo del Re; poi qualche citazione sparsa su Pavese, che esordì proprio con Lavorare stanca, nel '36 (ma andatevi a rileggere Dialoghi con Leucò, secondo il mio modestissimo parere il vero grande capolavoro dello scrittore piemontese). Certo, a sentire in giro tutti sostengono di fare lavori usuranti e credo anche che abbiano ragione (questo non vale per il signor M, leggete un po' qui. Attenzione perchè vi incazzerete di brutto), dato che ogni lavoro logora a modo suo. Credo però che il punto sia un altro: è la vita che logora, punto. Poi alcuni lavori più di altri possono contribuire a peggiorare la situazione, su questo non c'è dubbio, ma il punto di partenza resta lo stesso. La puntata, dopo una parentesi sulla polemica anglo-italiana sul nostro maschilismo (con tanto di telefonata a sorpresa di Camila), si è chiuso con uno strepitoso intervento di Jerry Calà, che domani festeggia i dieci anni di serate alla Capannina. Prima di chiudere ha lanciato una bomba: a settembre inizia a girare "Torno a vivere da solo". Libine... coi fiocchi!

giovedì, giugno 28, 2007

Jerry Calà, parole in libertà

Stamattina sono venuto in studio con i mezzi e di conseguenza mi sono letto un po' di free press. Leggendo city ho scoperto che oggi è il compleanno di Jerry Calà (e sono 56 anche per lui). Di seguito alcuni estratti dell'intervista. Un viaggio che parte dalla fine degli anni '70 e che, in qualche punto, fa anche pensare. Capito!??!?!?!?!

È normale che un ragazzo sappia a memoria Io vagabondo dei Nomadi o Ho in mente te dell'Equipe '84? No che non è normale! Quando mio padre mi proponeva Claudio Villa lo mandavo a quel paese, e invece i giovani oggi mi dicono Jerry, sei il nostro maestro... Segno che forse, anche se leggeri, i miei file fotografavano il Paese. Tipo Il ragazzo del Pony Express e il lavoro precario... [...] Gli anni '80 li ricordo con allegria. Però quello che invidio a quegli anni lì è che si facevano i film senza stare a pensare sarà giusto, sarà politically correct, sarà qua sarà là: si facevano e basta, senza menate. Oggi anche chi fa due scene cerca il senso profondo... ma ragazzi, i geni tipo Einstein se la possono tirare, noi stiamo calmi [...] Per Professione Vacanza ho chiamato Berlusconi, gli ho detto "Silvio, ho un titolo in mente", lui mi ha detto "Ok, sei puntate! Ciaoooo!" Così, capito? Adesso parlare con un produttore è come chiamare il papa...