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martedì, maggio 19, 2009

Finalmente un leader vero per il Pd

E' da un po' che ci stavo pensando, ma le dichiarazioni lette oggi sui giornali mi hanno definitivamente convinto. Oggi come oggi l'unico leader credibile per il Pd è Gianfranco Fini. Basta dare un'occhiata a cosa ha detto qui, qui, qui oppure qui. Chiudo con l'articolo di oggi su Corriere.it:

«Il Parlamento deve fare leggi non orientate da precetti di tipo religioso». Lo ha detto, a Monopoli, il presidente della Camera, Gianfranco Fini, dialogando con gli studenti sui temi della Costituzione. Il dibattito su bioetica e testamento biologico è stato evocato durante il dibattito in cui gli studenti delle scuole della cittadina pugliese hanno posto al presidente una domanda sull’articolo 33 della Costituzione che parla di libertà per arte e scienza.

Continua a leggere l'articolo su Corriere.it

lunedì, febbraio 23, 2009

Franceschini, Tafazzi e il presente del PD (si perché del futuro non c'è traccia)

Provo a fare il punto sulle prime mosse di Franceschini, neo leader del Pd. Non ho avuto tempo di andare a leggere in giro cos'è stato scritto a proposito dalla blogosfera, e anche i giornali mi sono passati di mano abbastanza distrattamente. Quindi è molto probabile che stia per scrivere delle banalità evidenti a tutti (tranne che a Franceschini e ai dirigenti del Pd). Premetto anche che sono convinto che Franceschini non sia altro che carne da macello in attesa delle europee. La partita vera inizierà quest'estate. Quindi in sostanza stiamo parlando del nulla.
Ma veniamo al dunque. Tutti i leader del centro sinistra finora hanno impostato le loro campagna quasi unicamente contro Berlusconi. Tutti tranne Prodi, che non si capisce bene come sia riuscito nella non facile impresa di vincere due sfide elettorali (probabilmente perché in Italia chi si candida dopo una colazione che ha goveranto vince sempre a prescindere).
Comunque mi sembra abbastanza chiaro che lo scontro diretto con il cavaliere è perdente. Troppa la differenza di carisma, di mezzi, di furbizia, di spregiudicatezza, di pancia, di media e di appeal nei confronti della massa/popolo. E quindi Franceschini cosa fa? Parte con un bell'attacco frontale al Presidente del Consiglio, con tanto di giuramento sui valori della costituzione insieme al papà partigiano. Per la serie stiamo vicini ai problemi reali del Paese.
Sono il primo a riconoscere l'importanza della nostra Costituzione, ma questi ormai hanno creato un Moloch mostruoso e antistorico e non se ne rendono minimamente conto. Ma come può venire in mente ad una persona sana di mente un gesto tanto vuoto di significati concreti, pieno soltanto di un simbolismo e di una ritualità che non solo sono inutili, sono anche controproducenti? Io non riesco a spiegarmelo.
Inizio ad avere il dubbio che Franceschini creda veramente di potercela fare. E' convinto che sia arrivato il suo momento. Era lì ad aspettare nell'ombra e ora se la vuole giocare. Povero illuso. Non sarebbe il caso di mettersi a pianificare per il futuro? Pensare ad un leader vero? Azzerare quella masa di gerontocrati falliti che sta alla guida di un partito? Ormai sono stufo di parlare di occasioni perse. Ma davvero esiste qualcuno che si diverte a giocare alla roulette russa con 6 colpi caricati? Perchè questo è quello che stanno facendo.
L'unico leader credibile nel Pd resta Tafazi. Ma ho i miei dubbi che Tafazi accetterebbe un ruolo del genere...

mercoledì, aprile 16, 2008

Mamma la Lega! (altra piccola riflessione politica)

La Lega è diventata il nemico pubblico numero 1: leggendo in giro in rete e sfogliando i principali quotidiani tutti a lamentarsi della Lega. Il tono di solito è indignato, incredulo, schifato e via andare, solo per citare le prime cose che mi vengono in mente. Tutti a dipingere scenari a dir poco catastrofici. Allora io mi domando: ma possibile che ci si rifiuta di aprire gli occhi di fronte alla realtà? Se la Lega ha raggiunto queste percentuali è perché hanno votato per lei tantissime persone che non lo hanno mai fatto prima d'ora. Vale a dire tanti operai (personalmente credo tantissimi), precari, ceto medio. Lo ha scritto perfino Valentino Parlato nel Manifesto e, sinceramente, credo che sia una cosa ovvia. Il punto della questione è che la Sinistra italiana (e in pare il Pd) ha perso quasi completamente la capacità di comunicare a buona parte della popolazione italiana, che sta attraversando un momento di crisi economica decisamente pesante. Io, precario a vita, non mi sono mai sentito difeso o tutelato dalla Sinistra. Mai. Altro esempio: il caso Alitalia. Ma vi pare che la Sinistra (e qui allargo il tiro anche ai Sindacati) abbia fatto gli interessi dei lavoratori italiani? Mi sembra proprio di no. Ad essere sinceri sembra che una certa Sinistra viva completamente arroccata al di fuori della realtà concreta che viviamo tutti i giorni, ecco perché poi si perde la capacità di comunicare con la gente. La Lega invece dentro a questa quotidianità ci sguazza, è il suo humus e da lì trova linfa vitale. Per non parlare poi di tutto il malessere che si respira ai piani bassi e che viene sistematicamente ignorato dai piani alti. Poi non dimentichiamo che con questa Lega (anzi, con una Lega ben peggiore), la sinistra italiana nel '94/95 si è perfino alleata. Insomma bisogna approfittare di questo ribaltone elettorale per mettersi a lavorare sul serio, per smetterla di farsi i pompini a vicenda su quanto siamo bravi e aperti, su quanto siamo gli unici a difendere gli interessi dei lavoratori, sulla nostra superiorità morale e su tante altre cose che, se non verranno profondamente ripensate, porteranno sempre e comunque alla sconfitta elettorale.
Il compito di un politico è quello di capire i problemi del Paese a cui parla, evidentemente questa sinistra non l'ha mai fatto. Esemplare il caso di Prodi che, con una maggioranza ridicola e con un Governo destinato a morire nel giro di un paio d'anni (come poi è effettivamente successo), piazza suoi uomini a Camera e Senato e invce di affrontare un Governo riformista serio prima di andare di nuovo alle elezioni prova a tenere duro contro tutto e tutti. Questo la gente non gliel'ha perdonato. Come non perdonò a D'Alema il siluramente di Prodi e il voler restare attaccato alla sedia a tutti i costi.
E poi, parliamoci chiaro: in Italia la Sinistra non è mai stata capace di esprimere percentuali da governo in Italia. MAI. Il socialismo di Craxi è stato tutto tranne che un governo di sinistra e, soprattutto, non aveva i numeri per essere indipendente, chiaro. Le due vittorie elettorali di Prodi poi sono state tutto tranne che un'affermazione politica della sinistra. Insomma, in questo Paese la cultura di sinistra o di centro-sinistra è storicamente minoritaria, è un dato di fatto certo. E il bello è che è un dato di fatto semplice, banale, incontrovertibile. Se ne accorgono tutti tranne i diretti interessati che continuano a parlare come se rappresentassereo sempre e comunque tutto il Paese, non capacitandosi di come poi dalle urne escano certi risultati. Possibile che la Storia si studi soltanto alle medie e poi la si dimentichi così in fretta? Ma tutte queste sono considerazioni che lasciano il tempo che trovano, la cosa mi sembra piuttosto evidente. Ho già scrito un post fin troppo logorroico (che non ho nessuna intenzione di rileggere, quindi mi scuso in anticipo per gli errori) e si è fatto tardi. Meglio andare.

martedì, aprile 15, 2008

Piccole riflessioni post elettorali

Impressionante notare come la blogosfera, in casi come questi, non si renda conto di quanto è lontana dal paese reale, concreto, che deve affrontare faticosamente una serie di problemi che si ripresentano giorno dopo giorno. Ecco, questo è davvero uno dei grandi limiti della blogosfera: non ci si rende conto che qui in rete si parla ad una piccola percentuale di mondo, soprattutto in Italia, non si capisce cosa ci sia fuori. Siamo di fronte ad un caso emblematico di mancanza totale di conoscenza dell'altro da sé, e devo dire che la cosa mi inquieta non poco.
Per la Sinistra invece sui giornali si parla di disfatta totale: spero che questa sconfitta umiliante renda possibile un ricambio radicale all'interno della Sinistra italiana che, a volte, mi sembra molto simile alla blogosfera: ci si rende conto molto poco di cosa sia il Paese reale e si confondono le lotte e i problemi di pochi (forse di pochissimi) con i problemi e le priorità del Paese. Questo naturalmente con tutti i distinguo del caso.
Per il resto Berlusca rappresenta in pieno il Paese che l'ha votato, c'è poco da fare (o da dire), e continuare a scagliarsi contro lui e tutto quello che rappresenta mi sembra davvero infantile e sterile (ci si mette sullo stesso livello di chi critica i comunisti perché mangiano i bambini). E lo stesso discorso vale per la Lega: finché verrà banalmente stigmatizza e non profondamente compresa e contestualizzata non si potrà crescere concretamente da un punto di vista politico. Mi spiego meglio: chi liquida la Lega come razzista è sullo stesso livello di chi liquida Napoli con la munnezza o la Sicilia con la mafia. Poi Berlusca stesso si reso conto di quanto difficile sia la situazione se, con un risultato del genere, ha addirittura parlato di riforme condivise con il Pd ecc. ecc. A pensarci bene la situazione dev'essere molto più grave di quello che si possa pensare se Berlusca ha parlato in questo modo.
Per il resto il mal di schiena prosegue (oggi salto veloce in ospedale a ritirare lastre e analisi varie), però si cerca di lavorare lo stesso. Si fa un po' di fatica, è vero, ma si fa quel che si può.

venerdì, marzo 28, 2008