Si parla sempre più di Cina, di Tibet, di Olimpiadi da boicottare e di solidarietà ai monaci cinesi. Personalmente sono contrario al boicottaggio: credo che proprio grazie alle Olimpiadi i tibetani avranno la possibilità di dare visibilità massima alla loro causa (come di fatto sta avvenendo). Sarà la Cina ad uscire sconfitta dai giochi: impossibile nascondere la realtà dei fatti a tutti i giornalisti, sportivi e semplici turisti che invaderanno il paese. E la realtà dei fatti si parla di diritti umani quasi inesistenti e tutto il resto.Ma la cosa interessante è un'altra: sul Corriere di oggi si parla di un appello firmato contro i monaci tibetani promosso dallo storico Domenico Losurdo. E a firmarlo c'è gente come Vattimo. Logico che in questa sede è impossibile parlare in maniera completa di un problema del genere, però mi fa piacere che si levi una voce fuori dal coro. Sono sempre molto sospettoso quando mi trovo di fronte a un pensiero unico, soprattutto quando questo pensiero unico assomiglia sempre più pericolosamente a una semplice e banale moda. Insomma, l'impressione è che si stia facendo tanto rumore e che ora sia tanto trendy urlare contro la Cina, ma che in realtà non si stia affrontando il vero problema politico e culturale che sta dietro alle tensioni in Tibet. Mi fa ridere poi che Gordon Brown faccia prediche ai Cinesi sul Tibet, visto che gli inglesi in casa loro hanno qualche leggerissimo problema con l'Irlanda, solo per fare il primo nome che mi viene in mente.
Ecco un'estrema sintesi del pensiero di Losurdo: «Prima l'indipendenza mascherata da autonomia del Grande Tibet, poi della Mongolia interna e infine della Manciuria: non è altro che la versiona aggiornata del piano imperialista inglese contro la Cina».
Ecco un'estrema sintesi del pensiero di Losurdo: «Prima l'indipendenza mascherata da autonomia del Grande Tibet, poi della Mongolia interna e infine della Manciuria: non è altro che la versiona aggiornata del piano imperialista inglese contro la Cina».