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martedì, maggio 22, 2007

Prof. Sarkozy, col fischio o senza?


Il nuovo Presidente francese si sta muovendo, e come primo campo d'azione ha scelto la scuola. Sembra intenzionato a ripristinare il voi obbligatorio (non solo verso gli insegnanti, ma anche vero gli studenti) e, giusto per aumentare un po' la disciplina, anche un po' di vecchie regole, tipo il classicissimo "tutti in piedi quando si alza l'insegnante". Certo, la scuola francese ha un leggerissimo problema di disciplina, nonostante tutto certe regole sembrano anacranostiche. E invece, se date un'occhiata al sondaggio fatto su Corriere.it, vi accorgerete che su più di 8.000 votanti più del 92% da ragione a monsieur le President. Ho votato si pure io, sorprendendomi da solo. Istituire una cosa del genere anche in Italia? Non lo so, so solo che se fate un ricerca video su qualsiasi sistema peer to peer usando le parole scuola, cellulare o videofonino trovate una serie di filmati a dir poco allucinanti. E io non sono certo un'educanda. Quello che mi stupisce è la totale stupidità che emerge da questo mondo studentesco, non l'andare contro le regole (che ho sempre visto di buon occhio). E non stiamo parlando delle cagate più o meno serie che ogni tanto vengono riprese dalla stampa o dal Ministero nelle sue crociate contro il bullismo, stiamo parlando di un atteggiamento di fondo indecifrabile già per chi come me, ha una differenza d'età minima dai ragazzi in questione. Brutti tempi, quelli in cui si lamenta una mancanza di disciplina, brutti tempi... Comunque, voi o non voi, seduti o in piedi, a Sarkozy resta solo una cosa da chiedere: col fischio o senza?

martedì, maggio 08, 2007

Conseguenze (gravi) delle elezioni francesi


In questi giorni tutti a parlare di cosa succederà in Francia ora che Sarkozy è stato eletto presidente. Lasciando per un attimo da parte le dichiarazioni di Silvio ("Sarkozy ha visto Berlusconi come modello. Le sue idee sono le mie"), che si dimostra come sempre un grandissimo, scopro con enorme disappunto che il nuovo inquilino dell'Eliseo rischia di creare gravi imbarazzi a Tokyo. Andiamo con calma. Jacque Chirac era un grandissimo appassionato di sumo (aveva chiamato "Sumo" il suo cane) al punto che in Giappone era stata creata la "Coppa Jacques Chirac" di sumo, intitolata proprio alla presidenza francese. E non si tratta mica di una coppetta qualsiasi, ma di uno dei trofei più prestigiosi per un lottatore di sumo, a cui possono partecipare soltanto i 6 vincitori dei più prestigiosi tornei nipponici. Ora risulta che Nicolas Sarkozy detesti il sumo. Nel 2004, in visita ufficiale ad Honk Kong dichiarò "Come si fa a essere affascinati da questi combattimenti tra grassoni unti con il codino?". Certo, la dichiarazione era polemica nei confronti di Chirac, ma i giapponesi hanno la memoria lunga e se la sono legata al dico. Non a caso l'ambasciata giapponese ha fatto sapere che il torneo è stato momentaneamente sospeso. Fanno ben sperare le dichiarazioni di Isenomi Yukishige, il presidente del settore pianificazione della federazione del sumo: "Forse riusciremo a far capire e amare il sumo anche a un profano come Sarkozy". Speriamo bene.

lunedì, aprile 23, 2007

Perchè ci piace tanto guardare in casa d'altri?

Le prime pagine di tutti i giornali oggi aprivano con la notizia del ballottaggio Sarkozy-Royal (oltre che con il penoso scudetto nerazzurro). Ieri sera i Tg hanno fatto lo stesso, con tanto di specialone de La7 sul voto in Francia. Io l'ho sempre detto che in Europa contano solo in tre, vale a dire Francia, Germania e Inghilterra. Non riesco ad immaginare un simile interesse per le nostre elezioni all'estero. Noi, del resto, facciamo lo stesso con paesi come la Spagna, che politicamente in Europa contano tanto quanto noi (e cioè niente): è pensabile uno speciale in tv sulle elezioni spagnole? Non scherziamo... Certe cose si fanno solo per gli Usa e per le tre vecchie sorelle Europee, gli unici stati occidentali a poter alzare la voce in politica estera. Certo che, per quanto mi sforzi, non riesco proprio a capire cosa possano insegnarci i francesi: non avevamo già risolto tutto il 9 luglio a Berlino?