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lunedì, dicembre 22, 2008

Natale a Rio (copincollo da Gilioli)

Di fronte a certe cose non resisto, quindi ecco un bel copincolla dal blog di Gilioli. Per la serie non so se è meglio ridere o piangere...

«Nell’informare del trasferimento di Luca Luciani a Telecom Brasile, l’azienda ha reso noto che la mossa fa parte della decisione di rafforzare la controllata sudamericana inviandovi il meglio del nostro management. Non osiamo pensare quale sia il peggio che rimane in Italia».
(Dalla newsletter Duke News, redatta da anonimi dipendenti Telecom).

giovedì, aprile 03, 2008

Non ho resistito: e vai con Napoleone a Waterloo... cazzo!



L'avevo visto stamattina e mi ero detto: non lo posto, tanto figurati se non farà il giro delle rete in un attimo.... e alla fine ha fatto effettivamente il giro della rete. Alla fine però non ho resistito ed eccolo qua.
Direi che il video si commenta da solo (stiamo parlando di uno dei più importanti manager di Telecom, a quanto ho letto in giro), ma voglio aggiungerci una paio di cosette. Primo: niente meglio di questo video rappresenta lo stato delle aziende italiane, infarcite di figli di potenti e cardinali in posti chiave, gente cresciuta a pane e suv come l'abbronzato qui sopra, gente che non perde occasione per sfoderare la sua spettacolorare ignoranza (questo non si fa mancare niente, ignora tutto: grammatica, storia...). E tutti gli altri zitti, perché non è il caso di contraddire i megadirettori naturali. Secondo: la presunta vittoria di Nappy a Waterloo viene ribadita per ben tre volte, segno che questo non si è confuso con Austerlitz, è proprio ignorante come una capra. Terzo: cazzo! (non sia mai che me lo dimentico... il gran comunicatore nonché motivatore insegna).

UPDATE
Quelli di Telecom già da ieri sera hanno provveduto a far togliere il video da Youtube ma, com'era prevedibile, il video è rispuntato ovunque come un piccolo virus. Lo trovate qui, qui, qui, qui e qui.

martedì, aprile 17, 2007

Lettere senza significato

Dimissioni. Fatico a capire il senso di questa parola, per lo meno in Italia. Tutti le invocano per tutti ogni qualvolta capita qualcosa (vedi Grillo con il vertice Telecom), ma poi non succede mai niente. Non si dimette mai nessuno, se non con una pistola puntata alla testa (e ben sicuro di non perdere nessuno dei benefici acquisiti). E allora che senso ha parlare di dimissioni in Italia? Da noi nessuno molla mai la poltrona, qualunque essa sia, e se per caso succede viene preso per un coglione: non doveva dimettersi, tanto basta aspettare un po' di tempo e poi si calma tutto. Ecco, da noi basta aspettare. Alla fine si calma sempre tutto. E allora perchè dimettersi? Perchè chiedere le dimissioni? 10 lettere completamente svuotate del loro senso originale, 10 lettere che, se accostate a formare una sola parola, significano il contrario di loro stesse.

lunedì, aprile 02, 2007

Sgomento bipartisan

I nostri politici sono preoccupati per il futuro straniero di telecom. Di colpo si sono scoperti tutti di esse noglobal e rimpiangono l'autarchia perduta. Visco si ha detto che «c'è preoccupazione, è una vicenda complessa». Fassino ha rincarato la dose: «È una situazione molto delicata che va guardata con preoccupazione». Luigi Nicolais: «È una cosa su cui meditare con calma una grande impresa di telecomunicazioni dovrebbe avere un controllo nazionale». Gennaro Migliore: «Non solo penso che si debba fare molta attenzione, ma penso che si debba impedire». Paolo Cento: «Sono convinto della necessità che il governo svolga una funzione di costante e permanente monitoraggio di quanto sta accadendo». Maurizio Gasparri: «Oggi che c'è un'offerta straniera, e c'è solo un modo per far sì che la proprietà di Telecom resti italiana: che qualcuno in Italia faccia un'offerta migliore».

Insomma, la situazione è grave: come si farà a rubare quando i conti dell'azienda saranno controllati dagli americani? Da dove salteranno fuori le torte per la politica? Adesso poi che anche Alitalia rischia di cadere in mani straniere... È un problema grave, speriamo che qualcuno intervenga al più presto.