Ok, la situazione in Italia non è certo delle migliori. Però ora stiamo esagerando. In rete leggo una carica di negatività mai vista prima, una serie di sfoghi nerissimi che dipingono questo Paese come la Germania del '39. Non è così, non è così cazzo. Certo, mi rendo perfettamente conto che stiamo attraversando un periodo estremamente critico, come mi rendo perfettamente conto che siamo totalmente sprovvisti di una classe dirigente in grado di affrontare (non dico risolvere...) questa situazione, ma sono stufo di leggere voli pindarici carichi di negatività sulle sorti magnifiche e progressive dell'Italia in primis, e del sistema mondo tutto in secundis. Basta post scritti da gente che potrebbe sembrare benissimo un qualsiasi giapponese in gita a Hiroshima il 7 agosto 1945. Siamo messi male, è vero, ma il problema di tutta questa crisi è maledettamente economico. Aprite gli occhi: economico. I bubboni esplodono quando esplode la recessione, ce l'ha insegnato da sempre la storia e ce lo mostra tutti i giorni la cronaca (date un'occhiata a quanto succede in Sud Africa). E più è infetto il bubbone e più sarà la violenza con cui esplode. Non perdiamo tempo dietro a politici che credono di potersi ricavare un ruolo a livello internazionale parlando di cose che non conoscono: ricordo alla civilissima Spagna, paese che adoro e in cui ho vissuto a lungo, che loro agli extracomunitari clandestini sparano a vista e che, se per caso si salvano, li rinchiudono in cpt Guantanamo doc: basta lezioni di civiltà, please. C'è poco da fare, dobbiamo renderci conto che è inutile riempirsi la bocca di parole come razzismo e fascismo: la gente in Italia lo è sempre stata anzi, non lo è mai stata, che è la stessa cosa. La gente diventa razzista perché non sa più dove sbattere la testa e ha bisogno di un nemico; è fascista perché quando le cose andavano bene nessuno si è preoccupato di creare e coltivare una società civile che oggi è totalmente allo sbando; è razzista perché totalmente sprovvista di strumenti pratici per decodificare la realtà, che non è più la stessa in cui sono cresciuti; è fascista perché in tutti questi anni il ceto dirigente che l'ha guidata (si fa per dire) ha fallito miseramente, dimostrando di essere a livelli politici da terzo mondo. La gente è razzista in Paesi in cui la convivenza tra etnie e popoli diverse è in fase di sperimentazione da più di cento anni, è fascista e nazista nei Paesi in cui fascismo e nazismo hanno creato orrori indicibili. La civilissima Francia qualche anno fa ha mandato Chirac al ballottaggio con Le Pen, vive una situazione da 1997 Fuga da New York nelle banlieu parigine, appoggia politicamente ed economicamente regimi come quello Birmano che rappresentano uno dei più grandi scandali di tutti i tempi. Eppure si sentono anche loro in diritto di dare lezioni di civiltà a tutti. Basta farsi meraviglie per quello che sta succedendo, basta indignarsi scrivendo quattro righe in rete e poi facendosi i pompini a vicenda su quanto siamo messi male, tutti indignati e scandalizzati perché viviamo in un Paese razzista, tutti pronti a scappare chissà dove. Il mondo è profondamente razzista, la Natura è inevitabilmente razzista, la Storia è maledattamente razzista: serve tanta cultura, un minimo di benessere, una società civile cazzuta e il coraggio di capire quanto pesano le nostre responsabilità personali per uscire da questa situazione, per tentare di sconfiggere il razzismo. Tutto il resto non serve a niente. Lamentarsi non serve a niente. Perfino questo post non serve a niente. Stiamo vivendo il peggio e tiriamo fuori il peggio. Ma non sopporto più di leggere orazioni funebri ridondanti di superiorità morale: non possiamo più permettercelo, tutto qui. Dobbiamo mettere le mani nella merda, tutti, per cercare di tirare fuori quel poco di buono che c'è sotto.
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martedì, maggio 20, 2008
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