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mercoledì, febbraio 06, 2008

«Giorni buttati, un'umiliazione»

Monica Guerzoni ha intervistato Gerardo d'Ambrosio (sul Corriere di oggi a pag. 5) per un commento sulla sua esperienza al Senato. Ecco i passi più significativi di un articolo che mette davvero a disagio (per non parlare dell'articolo in cui si parla del vice di Bassolino che guadagnava appena un milione di euro all'anno...):

  • «Dovevamo cambiare i regolamenti al Senato e invece niente, giornate intere buttate a guardare quelle belle facce dell'opposizione, gente come quel genatore Strano, quello che mangiava la mortadella in aula... Ricatti, trucchetti, ore in attesa del numero legale perché a uno scappa la pipì e a Palazzo Madama non bastano i bagni».
  • «Mi chiedo, con un regolamente così vale la pena di tornare? Lo sa lei che paghiamo 70 milioni di euro l'anno per il difensore ai non abbienti, mafiosi compresi? E invece siamo stati in scacco dei senatori di confine che ci hanno tenuti inchiodati alle coppie di fatto, al testamento biologico, al doppio cognome. Ma scusate, io ho scritto un ddl che dimezza i tempi della giustizia e voi vi occupate di questa roba? «Niente, nessuno mi ha ascoltato...»
  • Lo avevo detto io che dalle carceri ne saberro usciti 25mila (con l'indulto), una notte intera a scaricare i dati da internet e poi arriva Mastella e dice che no, tranquilli, ne usciranno solo 12 mila. Chi aveva ragione? Io, putroppo».

giovedì, febbraio 22, 2007

Iniziate le consultazioni


Adesso io mi domando: che motivo aveva D'Alema di dichiare in maniera netta che senza l'approvazione della politica estera al Senato il Governo andava a casa? Non credo. C'era bisogno di fare un discorso al Senato così netto e intransigente? Non credo. C'era davvero bisogno di giocare a fare i capetti con i propri alleati? Non credo. Era davvero impossibile sistemare la cosa prima che di arrivare al voto? Non credo proprio.
Insomma, qui c'è qualcosa di losco. Adesso come adesso nessuno (ne sono convintissimo), nessuno aveva voglia di andare a votare. Certo, un modo per sistemare la baracca si troverà (del resto non sono ancora passati i 30 mesi necessari ad ogni parlamentare per portarsi a casa un bel vitalizio), ma l'impressione è che la Democrazia Cristiana abbia riaffermato in maniera incontrovertibile la sua potenza. Non ci sono cazzi, a comandare sono sempre stati i loro, e l'hanno dimostrato ancora una volta.
Resta lo spettacolo indecoroso di quattro imbecilli che litigano, che pronunicano frasi svuotate di ogni significato e straboccanti di retorica, gente che sarebbe da prendere a schiaffi ma che invece va chiamata "onorevole". Meglio non pensare a tutto il tempo perso, ai soldi buttati dalla finestra, all'immobilismo totale che si abbatterà ancora una volta su di noi. Qualcuno diceva che meno fa la politica e più le cose vanno bene. Il dramma è che da noi la politica fa, fa di brutto.