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lunedì, febbraio 16, 2009
giovedì, settembre 11, 2008
Fermento intorno al Catalogo Ikea 2009, ovvero: per un'esegesi consapevole delle Sacre Scritture di questo inizio di secolo
Credo che il catalogo Ikea sia il libro più letto al mondo ogni anno e sto notando molto fermento intorno all'edizione 2009. Sono convinto che a tutt'oggi l'importanza culturale di questa nuova Bibbia sia molto sottovalutata, e per questo motivo vorrei tentare di spingere la riflessione un po' più in là. Potremmo definire il Catalogo Ikea come le Sacre Scritture di questo inizio di secolo: sempre uguale a se stesso eppure sempre diverso, passa ciclicamente per le mani di diverse centinaia di milioni di persone (superiamo il miliardo? probabilmente si) influenzando su più livelli il nostro gusto estetico, il nostro vivere pratico, il nostro modo di guardare e di considerare gli spazi che abitiamo, la nostra percezione del tempo che consumiamo.
Ecco perché mi piacerebbe affrontare un'esegesi seria e profonda del Calendario Ikea, evitando i soliti luoghi comuni sul consumismo o, peggio ancora, sul piccolo negozio sotto casa che per colpa dell'Ikea non esiste più. Sto parlando di una riflessione culturale nel senso più stretto del termine, in grado di analizzare nel profondo questo splendido monstrum per poterci raccontare qualcosa di più su noi stessi.
Ecco perché mi piacerebbe affrontare un'esegesi seria e profonda del Calendario Ikea, evitando i soliti luoghi comuni sul consumismo o, peggio ancora, sul piccolo negozio sotto casa che per colpa dell'Ikea non esiste più. Sto parlando di una riflessione culturale nel senso più stretto del termine, in grado di analizzare nel profondo questo splendido monstrum per poterci raccontare qualcosa di più su noi stessi.
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