lunedì, marzo 03, 2008

Per aspera ad astra



La prima volta che ho sentito questo motto è stato agli scout, tanto tempo fa. Lo dipinsi su uno stendardo cavalleresco per l'ambientazione del campo estivo del 1990, se ben ricordo.
Mi è tornato alla memoria sabato sera. Ancora una volta in un contesto scout.
Questo fine settimana Alice ed io abbiamo accompagnato l'Alta Squadriglia del nostro reparto (Milano11) in uscita. Destinazione: rifugio Buzzoni ai piani di Bobbio, Barzio, Lecco. Ragazzi che fine settimana. Meraviglioso.
Riassumo brevemente. Partenza da Milano alle 15 (i ragazzi hanno tra i 14 e i 16 anni e il sabato sono a scuola). Arrivo a Barzio, Valsassina, alle 17. Ci affrettiamo per prendere l'ultima corsa della seggiovia per salire ai piani di Bobbio, ma arrivando ci informano che le corse sono interrotte da 2 ore per il forte vento. La gente sta scendendo a piedi o con i mezzi del soccorso alpino. Che fare? Breve consulto tra i capi. Un'occhiata alla vetta. Sguardi d'intesa con i ragazzi: si parte, a piedi! Ci incamminiamo. Il sentiero è pulito e agevole. Per un'ora. Poi comincia il tratto innevato. Ormai si è fatto buio. E qui comincia uno dei tratti di cammino più belli che io ricordi. Mulattiera innevata. Silenzio. Buio. Cielo stellato senza Luna. Meraviglioso.
Arriviamo agli altopiani. La nostra meta sarebbe ancora lontana (moltiplicate sempre almeno per 2 i tempi di percorrenza che vi da un montanaro) e decidiamo dunque che è meglio fermarci al primo rifugio. Troviamo ospitalità al Centro del Fondo. Ci offrono polenta, brasato e vino a sazietà e una branda per la notte. Super!
La stanchezza si fa sentire ma la voglia di godere del cielo stellato ha la meglio. Così usciamo per una breve veglia alle stelle. Gianni ci racconta dei miti che hanno ispirato i nomi delle costellazioni: il cacciatore Orione che si appresta a uccidere il Toro mandato da Giunone a mangiare le Pleiadi, le amanti di Giove trasformate in gigli; Cassiopea adagiata sul triclinio. Concludiamo la serata con un momento di ringraziamento e il canto del "Signor tra le tende schierati".
L'indomani dopo colazione ci avviamo alla conquista di una piccola vetta, per godere della vista di due valli contemporaneamente: ai nostri piedi la bergamasca da un lato, e la Valsassina dall'altro. Dopo qualche bel rotolone sulla neve ci lanciamo nell'impresa della mattinata: costruiamo un igloo! Mano ai coltelli portati da casa. Tagliamo la neve in grossi blocchi che impiliamo a cerchi concetrici, uno sull'altro. In meno di due ore l'igloo è terminato. A gruppi di tre entriamo per qualche istante. Che bello l'effetto della luce che filtra nella neve e illumina d'azzurro. Giusto il tempo di rendermene conto e i ragazzi abbattono l'igloo con me dentro! Ne segue naturalmente una agguerrita battaglia a palle (o blocchi) di neve!
Celebriamo la messa alla cappella dell'altopiano e poi ci incamminiamo per il ritorno.
Lungo la strada ci fermiamo e mangiamo i nostri panini. Approfittiamo dell'ultimo tratto di sentiero per un breve deserto, una meditazione personale silenziosa.
Il rientro a Milano ha un sapore strano. Siamo consapevoli di aver vissuto un'esperienza memorabile che non vogliamo venga sopraffatta dalla routine della città.
Io sono davvero felice. E mi ritrovo ancora una volta a ringraziare di essere scout!

2 commenti:

Giacomo Brunoro ha detto...

Cavoletti! La marcia semi-notturna dev'essere stata davvero splendida!

Alessandro ha detto...

la neve, la notte e le montagne.
che invidia! da uno che non ti conosce e che non è stato nemmeno scout...