lunedì, novembre 12, 2007

Vergogna... ma in che Paese viviamo?

A più di 24 ore dall'omicidio di ieri non esiste ancora una versione ufficiale di quanto è successo. Cose che neanche in una dittatura del quarto mondo si possono accettare. Sul sito del Corriere si parla giù di poliziotto indagato, mentre i tg hanno dato la notizia soltanto ora. Quello che mi lascia basito è che sento ancora frasi come rissa tra ultras, campionato da fermare, frange violente del calcio... tutte cose che con l'omicidio di ieri non c'entrano una cippa. Poi Cossiga dice che se ci fosse stato lui al Ministero degli Interni la Polizia avrebbe sparato sui deficienti che ieri hanno devastato Roma: complimentacci Senatore Cossiga, complimentacci! Certa gente è proprio senza vergogna: forse è il caso di ricordare al Senatore a vita Cossiga che da Ministro degli Interni è stato protagonista di alcuni dei momenti più bui, vergognosi e tutt'ora irrisolti della nostra Repubblica. Io però sono sereno, leggo e sento che Napolitano è preoccupato e sento tanti politici dire tante belle cose, ma nessuno ci viene a dire che è semplice eliminare la piaga degli ultra: lo hanno fatto in Inghilterra, ad esempio. Basterebbe avere la volontà politica di affrontare il problema, ma mi rendo conto che con la classe politica che ci ritroviamo sto parlando di una vera e propria utopia. Meglio non toccare l'argomento è più importante chiudere il tg dicendo che ieri è nato Oceano, il secondogenito del presidente della Fiat John Elkhan (nato con parto naturale... e brava la mamma!) e che la fiction andata in onda ieri su Rai1 ha avuto un grande successo. E si, i nostri giornalisti ci sanno proprio fare: complimentacci anche a loro!
Che paese di merda!

3 commenti:

rospo ha detto...

ciao, ti rispondo ora su luttazzi, che non ritengo un mediocre. ma si tratta sempre di punti di vista. secondo me è estremamente sottile, all'americana, e soprattutto è un raffinato pensatore dei mezzi di comunicazione (c'è un articolo su repubblica poco prima che cominciasse decameron in cui ci sono pezzi del suo diario in cui ragiona su molti argomenti interessanti).

sull'argomento del post di oggi: sono anche io quello che definiscono ultras e per quante cose brutte abbia visto fare dalle forze dell'ordine in 15 anni di girovagare per gli stadi, oggi non mi sento di colpevolizzare nessuno. se i fatti sono andati come sono stati raccontati.
sul sospendere il campionato, sarei stato d'accordo. nessuno sa che gli stadi sono delle polveriere principalmente per colpa della repressione che dai mondiali del '90 rende la situazione negli stadi sempre più difficile da sostenere.
e il brutto è che nessuno cerchi di comprendere il problema.

ciao

giacomo ha detto...

il fatto è che, evidentemente, fa comodo a tutti che si continui così, non c'è altra spiegazione. per quanto riguarda l'essere un ultras non riesco proprio a concepire (sarà un difetto mio, non lo so) che qualcuno metta a rischio la propria vita o quella degli altri per motivi così futili. ecco, io penso che quello che sia successo ieri sera (i disordini a roma) non abbia proprio senso, al di là delle responsabilità (pesanti) delle forze dell'ordine.
in ogni caso il tasto dolente è sempre lo stesso, vale a dire: "come sono stati raccontati i fatti". enorme tristezza...

enrico ha detto...

mah... assodato che gli ultrà ce l'hanno a morte con i poliziotti, perchè diffondere notizie nebulose mettendo in risalto l'aspetto della rissa tra tifosi? perchè poi, una volta fatta una seppur minima chiarezza, dai portavoce delle istituzioni si è continuato a difendere il gesto del poliziotto come tragico errore, fatalità, incidente involontario di un ottimo servitore dello stato?
sarà pure vero, ma nell'ottica degli ultrà che stavano per occupare le curve, credo sia suonata da presa i giro, se è vero che per la morte del poliziotto di qualche tempo addietro è in prigione un ragazzo la cui colpevolezza è tutta da provare.
voglio dire: se proprio devi mentire, cerca almeno che le bugie ti portino giovamento!