giovedì, ottobre 18, 2007

Tutti al centro commerciale

Un'inchiesta realizzata dall'Osservatorio per i Diritti sui Minori ha appurato che, a Milano, il 73% dei ragazzi di età compresa tra i 14 e i 18 anni passa 3 ore al giorno in un centro commerciale. Il 19% ne passa addirittura 6. La conclusione è che i centri commerciali stanno diventano i nuovi luoghi di aggregazione. Io da piccolo mi ricordo che andavo in patronato (e vi assicuro che la cosa è molto più rock di quanto possiate immaginare): sarò un nostalgico ma sta cosa del centro commerciale mette un po' a disagio. Neoluoghi di aggregazione giovanile, ecco cosa sono diventati i centri commerciali. Non suona un po' strano?

7 commenti:

Alessandro ha detto...

ma vogliamo aprire un dibattito su quale fosse il patronato migliore? oppure vogliamo ricordarci le transumanze alla ricerca di ragazzine in patronati più forniti?
ho talmente tanti ricordi della mia vita in patronato che credo che se avessi un figlio lo manderei al centro commerciale per non farlo diventare un outsider...ma che tristezza però sta cosa dei mall!
dico solo due parole chiave: goleador tutti frutti e calciobalilla.

Massimo ha detto...

aggiungo due parole chiave: sanguinella (o spuma bianca) e le duecento lire per fare il record a bubble bubble.
patronato rules!
M.

giacomo ha detto...

cazzo bubble bobble... il mio primo grande amore! e poi vogliamo parlare delle partite di calcio giocate su campi da basket in cemento? dove per segnare dovevi prendere il palo o robe simili? ci ho lasciato giù le ginocchia su quel maledetto cemento...

enrico ha detto...

io dico "pang!" ed il giochino degli aerei della second guerra mondiale.
chi vi parla è uno dei re indiscussi del calcio al palo di s. Camillo ed uno dei protagonisti del torneo "al palo" di s. osvaldo.

enrico ha detto...

...dimenticavo i ghiaccioli coloratissimi...

giacomo ha detto...

tremendo il torneo al palo, metà delle volte ci si schiantava direttamente sul palo tentando (inutilmente) di salvare qualche "gol"... ma poi i gol fatti sul palo si possono chiamare gol o bisogna chiamarli in qualche altro modo?
a San Prosdocimo (parrocchia sfigatissima in cui ho passato buona parte della mia adolescenza) era ancora peggio, bisognava fare gol tirandola dentro alla base dei canestri, che però avevano delle sbarre tipo a x. Inutile dire che uno pensava di averla schiaffata dentro e invece beccava la sbarra... poi anche lì sono diventati ricchetti e hanno messo sù delle vere e proprie miniporte: è stato allora che ho capito che si era definitivamente chiuso un capitolo della mia vita...

Alessandro ha detto...

ma ogni trapezio formato dalle sbarre o solo quello più vicino a terra? perchè la variante è nota e noi la si praticava al don bosco. devo dire che ho sempre preferito il gioco del palo perchè molto più spettacolare. tra l'altro, san camillo diventava un arena i cui confini erano segnati dal cemento e non c'era mai il fuori. gli alberi in mezzo al campo da gioco invece, sì che c'erano...