lunedì, gennaio 21, 2008

I peana per il povero Bettino

Il 19 gennaio era l'anniversario della morte di Bettino Craxi. Da qualche anno a questa parte in Italia abbiamo avuto il coraggio di sdoganare pure lui. Bobo Craxi ha il culo bello piazzato in Parlamento (ora in uno schieramento, ora nell'altro, l'importante è restare lì) mentre Stefania Craxi, quando non litiga con il fratello, è in tv a lanciare peana per il padre, per quel grande politico che era, morto esule, che gli intitolino almeno una via o una piazza, ora ci facciamo un bel film così gli italiani possono finalmente sapere com'è andata veramente, ecc. ecc. (tremo già all'idea di una fiction del genere, magari finanziata con i soldi pubblici). Del resto lei è la proprietaria di Endemol Italia (robetta da poco nel mondo televisivo) quindi qualcuno che la ospiti in tv lo trova sempre. Ah, con questo post mi sono giocato le già scarse possibilità di poter lavorare mai in tv... Comunque dappertutto si assiste al processo di beatificazione di quel grande politico che era il nostro Bettino, ma si dimentica spesso di dire un paio di cosucce che ci terrei a precisare (e non voglio assolutamente entrare nel merito della tragedia umana e personale della famiglia Craxi, credo che questo sia un ambito privato e come tale deve rimanere). Uno dei pochi che le ricorda è Travaglio, ma vediamo di cosa si tratta:
 
  • il signor Craxi non è morto da esule ma da latitante, credo che ci sia un po' di differenza tra le due cose;
  • anche se esponente di una classe dirigente che si comportava più o meno tutta come lui, questo non esclude la responsabilità personali del signor Craxi per le sue azioni. Io mi domando con che spudoratezza uno va in Parlamento a difendersi dicendo non sono io ladro, lo siamo tutti quindi sono innocente. Insomma, a questo punto rivaluto il discorso di Mussolini alle Camere nel gennaio del '25 dopo l'omicidio Matteotti: perlomeno il mascellone ha avuto il coraggio di assumersi le sue responsabilità (del resto ormai con quel Paese e con quella classe dirigente poteva fare quello che voleva...);
  • stiamo parlando di un pregiudicato condannato a 10 anni in via definitiva e in attesa che la Cassazione gli confermi altri 15 anni;
  • in Svizzera il nostro povero esule aveva un conto corrente che utilizzava per scopi personali in cui aveva girato una cinquantina di miliardi di lire (robetta, del resto il Raphael all'epoca doveva essere caretto, ammesso e non concesso poi che lo pagasse) e comunque non è il caso di approfondire troppo la pagina delle finanze personali del povero esule se no poi ci si rovina il fegato;
  • sarà stato anche un genio politico, ma qualcuno mi sa spiegare perché viene universalmente considerato come uno dei maggiori responsabili dell'abnorme aumento del debito pubblico in Italia? Probabilmente tanto genio non doveva essere...
Ecco, ora possiamo discutere di tutto su Craxi, ma come dicevo mi premeva puntualizzare giusto un paio di cosette.

2 commenti:

p!o ha detto...

Applausi.

A me sono cascate le braccia quando Fassino ha detto che voleva Craxi nel pantheon del PD.

Mi pare che l'unico che abbia preso le distanze da questo movimento di immane leccata di culo sia stato Di Pietro.

Che tristezza, nessuno che vuole sbilanciarsi a dire che Craxi era un criminale politico, per paura di perdere eventuali voti...

Giacomo Brunoro ha detto...

Mamma mia la cazzata di Fassino me l'ero dimenticata, ma forse in questi casi sarebbe più corretto parlare di rimozione.

E comunque secondo me più che la paura di perdere voti c'è la consapevolezza di essere della stessa pasta: pensano che se loro per primi parlano bene di un tale soggetto chissà poi come verranno glorificati dai posteri...