sabato, settembre 01, 2007

Così parlò Asor Rosa

La polemica sui lavavetri mi sembra a dir poco ridicola, perchè a farla sono persone che non hanno la più pallida idea della violenza che si è costretti a subire ogni volta che ci si ferma ad un semaforo in una grande città. Ma ancora più ridicola è la reazione che stanno avendo certi "intellettuali" come Asor Rosa, che dimostrano per l'ennesima volta la pochezza del nostro ceto dirigente (ma si dai, ficchiamoci dentro anche gli intellettuali nel ceto dirigente). Certe gente ormai non si vergogna più di niente: dopo aver passato la vita a fortificare il proprio ruolo di Barone all'interno dell'Università italiana pretende anche di mettere bocca nella vita della gente comune (di cui lui naturalmente non ritiene di far parte). Si vuole "dimettere dal ruolo di intellettuale"? Era ora, non ne vedevamo l'ora. Prima però sarebbe il caso che facesse un bell'esame di coscienza su quello che ha fatto (poco) per l'Università e per gli studenti italiani (ancora meno...). Il punto è sempre lo stesso: ormai siamo in balìa di persone che non hanno la minima idea di cosa voglia dire vivere una vita normale (a parte l'assessore di Firenze Graziano Cioni, come legge nella sua risposta ad Asor Rosa), non fanno niente di tutto quello che facciamo noi (ma proprio niente!) e forse per questo restano allibiti e scandalizzati quando devono scontrarsi con la vita reale. Almeno avessero il pudore di stare zitti...

6 commenti:

segnaleorario ha detto...

Perdonami, ma definire "violenza" quella di un lavavetri a un semaforo in città degradate come Milano o Roma significa far finta di non vedere ben altre e più gravi violenze quotidiane: maleducazione, sporcizia, scippi, furti, aggressioni, spacciatori, commercianti truffatori e ladri (soprattutto) disservizi e miseria ad ogni angolo di strada. Scusami, ma prendersela solo con i lavavetri significa far finta che mafia e corruzione non esistono, significa far finta che a Milano o a Roma se non ci fossero i lavavetri sarebbero due città senza problemi.
segnaleorario.splinder.com

giacomo ha detto...

Non ho mai detto nè pensato che i lavavetri siano la causa di tutti i mali delle nostre città. Non capisco perchè usare il termine "prendersela": qui si sta parlando di far rispettare la legge, punto. E poi non mi sembra inappropriato parlare di violenza: sono le tante microviolenze, sentite come inevitabili, che distruggono il senso civico e che aumentano a dismisura il senso di degrado che tutti i giorni dobbiamo mandare giù. Certo non è l'unico problema, ma bisognerà pure iniziare da qualche parte...

Mirko ha detto...

Un insegnamento che ho ricevuto abbastanza recentemente da un professore di greco studioso di teoria e pratica della nonviolenza (Ghandi e soci): smontare la persona non smonta affatto l'argomento.
Potrai dire tutto quello che vuoi su Asor Rosa, potrai gettargli tutta la merda addosso, e potrai dire cose perfettamente vere sul suo conto: ma, aldilà di tutto ciò, il suo argomento resta intatto. Nemmeno l'eventuale incoerenza di chi lo ha enunciato lo indebolisce, poiché l'argomento, una volta enunciato, è, come dire, "autonomo" rispetto al suo autore.
Quello che ti voglio dire, è che non hai detto proprio nulla contro l'argomento di Asor Rosa.

giacomo ha detto...

l'argomento di Asor Rosa mi sembra debole perchè viziato dal pregiudizio di chi si ritiene sempre nel giusto,tutto qui... non è mio interessare screditare nessuno (anche perchè credo che Asor Rosa si sia screditato da solo abbondantemente negli ultimi anni). il punto è un altro: nei nostri tribunali c'è scritto "la legge è uguale per tutti", giusto? e allora perchè quando si cerca di farla rispettare tante polemiche? se si attacca Berlusconi ecco che si mette a piangere perchè lo hanno preso di mira, se si contesta Fassino si mette a piangere perchè è tutta una manovra politica contro di lui, se si attaccano i lavavetri tutti indignati perchè tutti ce l'hanno con i poveracci. possibile che nessuno in Italia si assuma mai la responsabilità delle proprie azioni? è questo il punto... io credo nella responsabilità individuale, ecco. il discorso di Asor Rosa non regge perchè viziato in partenza. lo sanno tutti che i lavavetri sono un minimo dettaglio nella scena globale, ma allora io rilancio: se uno ha un tumore e per sbaglio si frattura un dito, cosa deve fare? resta con il dito rotto perchè tanto ha un tumore? lascia perdere il dito fratturato perchè tanto anche se se lo cura non migliora la situazione globale? no, mi sembra chiaro che no. si cura il dito e pensa anche al tumore. con i lavavetri è lo stesso: bisogna pensare e agire su due livelli , tutto qui.

Mirko ha detto...

Anch'io credo nella responsabilità individuale e che la legge sia uguale per tutti. Ma accanirsi (perché si sta facendo un'ordinanza di proposito, che non c'era prima) con chi non può difendersi non mi sembra rendere questo grande servizio alla comunità. Anche considerando un problema da risolvere la situazione dei lavavetri, non è una soluzione cercare di eliminarli: i problemi si risolvono indagando e cercando di lavorare sulle cause: il lavavetri è uno dei sintomi del più grave problema dell'immigrazione, se lo elimini rimane il problema che si manifesterà diversamente. Comunque questa ordinanza non farà altro che ingolfare i tribunali fiorentini, come spiega Travaglio nel suo articolo che ho pubblicato sul mio blog. link: http://mirko1004.splinder.com/post/13719064/Un+altra+soluzione+che+non+ris

giacomo ha detto...

infatti su questo punto hai ragione, penso che quello dei lavavetri sia uno dei problemi, ma non il problema. il fatto è che secondo me si tratta di approccio sbagliato: qui non si tratta di "accanirsi" contro nessuno, si tratta di tentare di risolvere una parte dei problemi. provo a spiegarmi con un esempio: se io non pago le tasse, che nel mio caso sono una vera e propria mazzata a fronte di un reddito quasi ridicolo e privo di qualsiasi tutela, essendo uno dei tanti figli delle partite iva per scelta degli altri, vengo giustamente punito dalla legge. ma nessuno dirà "poverino, non riusciva ad arrivare a fine mese e non ha pagato le tasse, guardate come si sta accanendo su di lui lo stato" invece di andare a colpire i maxi evasori, quelli che per anni non pagano un cazzo e poi concordano con lo stato un terzo (quando va bene) di quello che dovevano pagare e sistemano tutto. quando leggo sui giornali "fisichella a posto con il fisco, doveva pagare 12 milioni e ne verserà 3 allo stato perchè ha patteggiato" (cosa che ha fatto pavarotti, che farà valentino rossi, ecc.) io mi incazzo di brutto, perchè mi sento preso per il culo. io, se dovessi evadere perchè non riesco ad arrivare a fine mese, sare soltanto un evasore e basta, e verrei pure ciminalizzato in modo indegno. allora quello che voglio dire che la legalità è un concetto sociale assolutamente trasversale, che andrebbe perseguito a tutti i livelli. in italia però questo non è possibile perchè qualsiasi sia la discussione viene immediatamente strumentalizzata per secondi o terzi fini.