Ieri giornata equamente divisa tra lavoro, hotel, farmacia e libreria (se riesco a leggere tutto quello che mi sono portato dietro più quello che ho comprato è un miracolo). Poi Trofeo Tim. Non ho mai visto in vita mia un giocatore scarso come Tiago. Giuro. Roba da matti. Stasera (anzi, stanotte) in teoria siamo di corvée al Peter Pan. Non vado in discoteca dall'anno scorso, ferragosto alla Villa delle Rose. La situazione è praticamente la stessa: consolle con Albertino e Tommy Vee e tutto a babbo per motivi professionali. Per rimettermi c'ho messo una settimana buona. Ne riparliamo domani mattina...
Pare che abbiano trovato lo Yeti. O perlomeno qualche pelo di una creatura sconosciuta. Magari è davvero lo Yeti. Per il resto siamo al rush finale: ancora tre settimane di radio. Nel fine settimana ho preso possesso della mia stanza d'albergo. Sarà ma io negli alberghi mi trovo sempre a mio agio. Soprattutto quando sono via per lavoro. Il concetto stesso di stanza d'hotel mi rassicura. Mi permette di ricreare un microclima su misura, mi obbliga a delle scadenze e degli orari tutto sommato comodi, mi garantisce un determinato livello di ordine e, soprattutto, mi assicura un notevole livello di impersonalità: riesco ad azzerare i contatti umani. In albergo sopravvivi bene con il minimo. Buogiorno. Buonasera. Grazie. Tutto estremamente controllato. Le stanze d'albergo mi rassicurano. Non che io sia così spesso via per lavoro, sia chiaro: forse è proprio per questo che gli hotel mi fanno questo effetto benefico. O perlomeno credo. Ne riparliamo tra tre settimane.
Oggi ultima giornata di lavoro negli studi di deejay a Milano. Pranzo con i suoceri. Treno per Riccione ore 17.10. Tre settimane di Hotel Augustus (due senza moglie e una con), più o meno equamente divise tra lavoro (anche al sabato), Bagno 61, cazzeggio serale e ristoranti vari della Romagna. Una settimana di ferie, al 99% sullo Ionio (più precisamente qui). Di nuovo a Milano. Organizzare e portare a termine il trasloco a Padova (sistemazione momentanea e poi si parte alla ricerca della casa). E naturalmente riprendere i vecchi lavori (a Milano) e cominciare quello nuovo (a Padova). A prima vista potrebbe sembrare un casino, ma in realtà lo è. Però con un po' di pazienza si sitema tutto.
Ogni tanto la Gazzetta propone delle vere e proprie perle. Come questo articolo. Il viso di Maradona su cui sfuma lentamente il video significa tutto, dietro a quegli occhiali impenetrabili c'è tutta l'epopea e la tragedia del Diego. Solo Manu Chao poteva fissare l'incredibile e malinconica grandezza di Maradona in una canzone. Se io fossi Maradona, vivrei come lui...
Già in passato ho avuto modo di dire quello che pensavo su Lapo Elkhan, uno dei migliori esempi di quanto di peggio c'è in Italia, e la notizia pubblicata su Repubblica.it ne è l'ulteriore conferma. Il rampollo di casa Agnelli, dopo una notte brava a Capri, ha pensato bene di sequestrare un taxi dicendo "questa è roba mia". Capisco che dev'essere difficile resistere al fascino di una Fiat Marea, però a volte uno dovrebbe sapere anche quando è il momento di stare zitto. Comunque alla fine sono intervenute un po' di persone e hanno convinto il signorino a lasciar perdere. Tutto questo dopo che sono volate parole grosse ecc. ecc.
Ora credo che nessuno si sogni di contestare una notte brava o una qualsiasi bravata, per carità, sono cose che tutti hanno fatto almeno una volta nella vita e su cui non è il caso di perdere tempo; ma quel "questa è roba mia" è davvero emblematico: in una sola frase quel poveretto di Lapo Elkhan è riuscito (sicuramente in maniera del tutto involontaria) a riassumere la pochezza morale e culturale di una classe dirigente allo sbando, di un mondo vuoto fatto soltanto di paraculi e zeri assoluti, di bambocci messi lì senza che se ne rendano nemmeno conto e abituati ad avere tutto, sempre e comunque. Lapo ha parlato di roba, e ha fatto bene: per certa gente noi siamo solo roba, roba da utilizzare a proprio uso e consumo, roba che quando non serve si butta. Per certa gente noi siamo semplicemente roba loro. Questa è l'unica lingua che sanno parlare. Ma state tranquilli, si dimenticherà tutto molto presto, e Lapo Elkhan tornerà ad essere l'esempio dei giovani che lavorano, avrà la sua corte di giornalisti pronti a decantarne le lodi, dovremmo sorbirci le sue filippiche e le sue cazzate. Spero che qualcuno prima o poi abbia il coraggio di dirgli quello che è: un poveretto.
Nel numero di luglio/agosto di Maxim trovate un paio di cosette scritte dal sottoscritto. Visto che sono anche online, ve le linko direttamente: una è questa, l'altra invece è questa. Già che ci sono vi segnalo anche l'articolo sul Libro in Auto di Marco Mazzi, disponibile nell'edizione online di Maxim (lo trovate qui), e quello di Francesco De Lucia su Facebook che è pubblicato sul numero di questo mese (ma è anche online, lo potete leggere cliccando qua).
Questa volta dobbiamo essere onesti: concerto un po' sottotono. O meglio, un buon concerto, ma sicuramente il meno d'impatto tra tutti quelli dei Deep Purple a cui ho assistito dal '93 a oggi. Nonostante le polemiche che ho letto in rete la location si è rivelata stupenda: allo Smeraldo si sente benissimo e la visuale è ottima in qualsiasi punto. Insomma, è un po' come avere i Deep Purple che suonano nel tuo salotto... Come dicevo qualche nota stonata c'è stata: Ian Gillan ha faticato molto per tutto il concerto, era stanco e con la gola a pezzi: troppe date, soprattutto per uno nato nel '45, e in generale c'è stata qualche imprecisione di troppo, quasi sicuramente dovuta al fatto che è stata cambiata la scaletta rispetto alla serata precedente. Poi Gillan resta il più grande animale da palco che io abbia mai visto ed è incredibile come riesca a trasmettere tanta gioia, allegria, spensieratezza e voglia di divertirsi alla sua età. Del restoil feeling tra palco e pubblico ieri sera era intensissimo: c'è poco da fare ma questi nonnetti sono dei veri numeri uno, hanno una voglia di suonare, di divertire e di divertirsi come pochi. E poi, lasciatemelo dire, hanno un pubblico fantastico, fatto di gente che li adora e che se li gode alla grande tutte le volte che può. La chicca della serata è stata Sometimes I Feel Like Screaming: non la sentivo live dal '96,e anche questa volta si è fatta sentire sotto la pelle. Ah, se mai ci fosse qualche dubbio, Steve Morse è un alieno: ogni volta che lo vedo resto letteralmente allibito e allo stesso tempo estasiato da quello che riesce a fare con la sua chitarra. Qui sotto un altro video con estratti da Smoke On The Water (con Paolo Kessisoglu special guest alla chitarra), Sometimes I Feel Like Screaming, il solo di Morse e l'attacco di Well Dressed Guitar.
Stamattina mi sono iscritto a Codice Internet: l'ennesima community online? No, a prima vista direi proprio di no. Con calma adesso cercheremo di capire meglio come funziona. L'altra sera al cinema ho visto il trailer di Mamma Mia, un musical basato sulle canzoni degli Abba che è sbarcato al cinema e che mi ha letteralmente esaltato. Non vedo l'ora che arrivi nelle sale anche da noi (mi pare ad Ottobre). Leggo che l'Unione Europea ha esteso la tutela dei diritti d'autore sulla musica da 50 a 95 anni. A prima vista mi sembra che la cosa abbia poco senso anzi, pochissimo, ma va da sé che quella sui diritti d'autore e sul copyright sarà la guerra legale dei prossimi anni. Appena ho un po' più di tempo posto qualcosa sul concerto dei Deep Purple di ieri sera allo Smeraldo.
Villa Arconati. Zappa Plays Zappa. Concerto fantastico. Strepitoso. Data memorabile, soprattutto se paragonata all'insipido concerto del 2006, ravvivato soltanto dalla presenza di Steve Vai ma tutto sommato un po' moscio. Ieri sera invece il delirio. Scaletta perfetta (tanto Joe's Garage, tanto Sheik Yerbouti... insomma, tanta roba). E' stato incredibile ed emozionante al tempo stesso vedere l'amore e il rispetto che le persone hanno ancora oggi per Zappa e per la sua musica, e il viso felice di Dweezil testimoniava proprio la gioia e l'orgoglio di chi sente questo legame sotto la pelle.
Corriere.it e Repubblica.it hanno prontamente ripreso la notizia dell'arresto di Ottaviano del Turco (alla facciazza della tanto decantata superiorità morale di un certo schieramento politco). Adesso non è che io voglia fare polemica a tutti i costi, ma leggo la notizia nei due siti e resto un po' perplesso. Allora do un'occhiata all'Ansa e resto ancora più perplesso. Stiamo parlando del Corriere, di Repubblica e dell'Ansa (e non il sito, le agenzie), vale a dire dei tre colossi per definizione dell'informazione in Italia, e da nessuna parte c'è scritto a che schieramento politico appartiene Del Turco. Ma in una notizia del genere vi sembra un particolare trascurabile? Ma come le scrivono le notizie? C'è scritto che è il Governatore della Regione Abruzzo, e fin qui ci siamo, ma poi niente. Una svista? Una dimenticanza? Semplice incapacità? Eppure si tratta di un bel tre su tre, filotto pieno. Mah...
AGGIORNAMENTO DELLE 11.45 Noto che Repubblica.it ha modificato l'articolo, inserendo tra parentesi che Del Turco è del PD. Su Corriere.it invece hanno si aggiornato l'articolo, ma ancora nessun riferimento all'area politica di appartenenza.
Ecco un sms che ci è arrivato stamattina in diretta e che sintetizza il mio pensiero sul Lodo Alfano (che preso in sé non sarebbe neanche sbagliato, se non fosse per il peccato originale che sta alla base della nostra situazione politica) e su tutte le polemiche sulla giustizia di questi giorni: "L'Italia ha bisogno delle più alte cariche dello Stato innocenti, non intoccabili".
Io lo dico sempre che la realtà supera di gran lunga la fantasia. Stamattina apro La Stampa e trovo in prima pagina un articolo che titola più o meno così: "Si alle prostitute, ma in casa". In pratica si parla di un decreto legge che permetterà alle prostute di esercitare in maniera perfettamente legale la professione più antica del mondo all'interno delle case private. L'importante però è che tutti i condomini siano d'accordo. E chi mi ha presentato il ddl? Il ministro Mara Carfagna. Eccezionale. Va a finire che la Carfagna resterà famosa nella storia della Repubblica Italiana per essere il Ministro protagonista delle misteriose intercettazioni a sfondo sessuale, e per aver fatto riaprire le case chiuse. Niente male per un Ministro che punta alla difesa dei valori della famiglia, dei valori, ecc. Chiaro che per lei l'importante non è andare o non andare a puttante, l'importante è che non si veda niente, che resti tutto chiuso dentro quattro muri. Non avvertite anche voi uno splendido profumo di vecchia DC? Resta un sottile ironia di fondo: nemmeno il miglior autore comico del mondo avrebbe potuto ideare una trama del genere.
Oggi il blog è stato visitato 764 volte, per un totale di 1.001 pagine visitate. ShinyStat mi dice che "è stato raggiunto il limite massimo giornaliero di visite stabilito e che, di conseguenza, le pagine in eccesso non sono state conteggiate". Ora, visto che non c'è niente di diverso dal solito, qualcuno mi sa spiegare il perché di tutto ciò? Sinceramente non me ne capacito, vista che di solito viaggiamo sulle 2.000 visite al mese, più o meno. Che sia l'effetto del cambiamento di orario in radio? Lo escludo, dato che l'anno scorso non era successo niente di simile. Boh... Altra curiosità: sul blog di Andrea e Michele un ascoltatore ha lasciato un commento ineggiante al dott. Gambrunoro, che dovrei essere io. Questa davvero mi mancava: dopo Blunova, Burruano, Brunori, Brugnolo, Bruno Oro (ve lo giuro, è vero!), Brunotto, Prunotto e via andare adesso arriva anche Gambrunoro. Ma è così difficile da capire il cognome Brunoro? Il ragionier Fantocci mi fa una pippa!
Sto leggendo i giornali: sono tutti indignati. Ormai chi esprime una voce di dissenso indigna, non si può esprimere una critica o un'opinione polemica che si parla subito di attacchi inaccettabili. Naturalmente sto parlando della manifestazione di ieri in Piazza Navona: ho seguito poco la cosa, ma non riesco a capire perché si criminalizzi a priori il dissenso. Da quanto ne so è un costume tutto italiano. Da questo punto di vista non mi sento di dare torto a Beppe Grillo: non è possibile che ogni voce di dissenso venga sempre condannata a priori. Discutiamo pure sui toni e sui modi ma la critica, anche quella dura, è segno di civiltà. Di solito i totem intoccabili sono il Papa e il Presidente della Repubblica. Oggi poi è chiaro che a tenere banco è la Carfagna, su cui a quanto pare si è detto di tutto. Mi sarei sorpreso del contrario. E poi, per favore, basta parlare di antipolitica. E' un termine che non sopporto più, non lo tollero. Basta. Eliminiamo questa parola priva di qualsiasi senso concreto dal vocabolario italiano. Leggo poi che La Russa è bello contento perché inizia finalmente a mandare l'esercito in giro per l'Italia (si dovrebbe partire da Padova, da quanto ho capito). Lui sarà anche contento, ma la cosa mi intristisce parecchio. Va bene che siamo a livelli da terzo mondo, ma vantarsene mi sembra leggermente fuori luogo. Ora torno a lavorare.
Ieri sera. Canale Italia. Ballando Cantando. Sergio Cremonese. Il primo affondo è stato "Quello che le donne non dicono". Duetto fantastico con Roberta. Poi il colpo di scena: Doppi sensi. Io e la Vale siamo letteralmente esplosi sul divano. Credo di aver avuto le lacrime agli occhi per l'emozione. Sergio Cremonese. Idolo assoluto dell'estate 2008. E il video qui sopra con lui che fa il trenino in crociera con le nonne mi ha letteralmente sconvolto, altro che montaggio analogico. Giusto per dovere di cronaca posto anche il video di Quello che le donne non dicono. Naturalmente in coppia con Roberta. Brividi...
Avevo letto di sfuggita la notizia su Corriere.it stamattina, prima del programma. Poi in rete (qui e qui) ho trovato un virgolettato terrificante di Valeria Marini:
«Ero disposta a qualsiasi sacrificio, ma quando ho dato la notizia a Vittorio, la sua risposta è stata: “E come facciamo ad andare in barca?”… Di comune accordo abbiamo deciso di interrompere la gravidanza, ma non ho mai smesso di pensare a un figlio».
Adesso non è che qui si voglia fare dei facili moralismi, ma mi domando se certa gente si rende conto di quello che dice. Probabilmente no, è troppo occupata a tentare di rendersi conto di quello che è diventata. Infinita tristezza.
A Radio Radicale l'On. Donadi (Italia dei Valori), a proposito di Mara Carfagna, ha dichiarato: «Clinton non ha fatto ministro la Lewinsky». Ho il leggerissimo sospetto che si stia diradando il mistero sulle fantomatiche intercettazioni di Berlusconi, quelle di cui tanto si sussurra nei palazzi romani e di cui tutti i giornalisti parlano (senza avere il coraggio di pubblicarle...). Ora si è arrivati ad una tregua: tutte le intercettazioni di Berlusconi andranno al macero (comprese quelle inedite), però ho come l'impressione che più di qualcuno le abbia già lette. Che la cosa abbia a che fare con il caso Carfagna? Non so voi, ma io una mezza idea me la sono fatta...
P.S. Poi potremmo stare a discutere per ore sul reale peso della faccenda, ma ne varrebbe veramente la pena?
L'emergenza sicurezza è uno dei problemi principali di questo Paese. Dopo il caso allucinante di Federico Aldrovandi ora veniamo a sapere anche di Riccardo Rasman. Morti ammazzati tutti e due. Ammazzati di botte, per la precisione. Tutti e due morti ammazzati per mano di quattro agenti di polizia. Il loro reato era disturbo della quiete pubblica. Notizie che quando le leggi ti gelano il sangue nelle vene. Ti fanno stare male. E ti fanno pensare che è proprio vero, viviamo in un Paese in cui l'emergenza sicurezza è qualcosa di drammatico. Attenzione però, non voglio fare le solite polemiche inutili nei della Polizia o della divisa. Io tremo perché penso alle persone, a questi poveri cristi così disperati da arrivare ad ammazzare di botte delle persone. Forse non è neanche emergenza sicurezza, è emergenza culturale... anzi, è emergenza e basta.
Ieri sera, quando ho sentito della liberazione di Ingrid Betancourt, ho provato un grande senso di sollievo per lei e per i suoi familiari. Credo che abbia vissuto una delle peggiori esperienze che possano capitare ad una persona e, per fortuna, ora quest'incubo si è concluso. Sono però rimasto perplesso di fronte al peso che la notizia ha avuto sulla maggior parte dei quotidiani, nei notiziari e in rete. Un peso eccessivo, a mio modo di vedere, e con questo non voglio dire che non mi rendo conto dell'importanza della notizia in sé. Anche perché da nessuna parte è stato spiegato niente, tutti a riportare la notizia nello stesso identico modo, senza un minimo di approfondimento, senza un minimo di spiegazione. Questa sensazione di notizie dai pesi sfasati ultimamente mi colpisce sempre più spesso mentre leggo i giornali o guardo i tg. Forse sono io che non mi rendo conto del peso reale delle notizie. Forse le cose che ritengo più importanti in realtà non lo sono. Fatto sta che mi sento sempre più disinformato e la cosa mi da un po' di fastidio. Ma mi da molto fastidio anche quest'aria condizionata sparata a mille che mi tortura le cervicali. Certo, nel giro di un paio di mesi l'aria condizionata sparirà, quest'informazione un tanto al chilo forse no.