sabato, aprile 26, 2008

25 aprile, la Liberazione del Vaffanculo

Ieri, a Torino, noi c’eravamo.
Non è una cosa da poco perché, a dirla tutta, ieri, a Torino, una nuova pagina di storia d’Italia è stata scritta. E noi, nel nostro piccolo, abbiamo contribuito.
Di cosa parlo? 25 Aprile, V-Day (dove la V sta per Vaffanculo), Beppe Grillo in piazza con davanti migliaia di italiani, per ore, a parlare, cantare (non cantava proprio Grillo, ma era lui che continuavi a sentire, sul palco), e mandare "in mona" chi davvero non ci va giù. Non lo sapevate? Siete gli unici, in Italia, a non esservene accorti.
Ma torniamo alla sera prima. Scenetta: “Domattina dobbiamo svegliarci presto per andare a casa di Celentano” “Chi, Adriano?”. Sì, proprio Adriano. Strano mondo. Una pensa di andare a urlare parolacce in piazza e si ritrova in viaggio, al freddo e col sedere a pezzi per colpa della moto, verso casa di uno dei più grandi cantanti italiani. Che poi, a casa sua, non ci siamo mai arrivati, che il DVD con il suo intervento per lo spettacolo ce lo abbia consegnato in paese un signore simpatico con un cane, questa è un’altra storia. Noi, quel viaggio verso Celentano, l’abbiamo fatto.
Poche ore dopo, a Torino, quel video lo abbiamo visto con decine di migliaia di altre persone, al caldo di una giornata bellissima, perché nessuno può essere triste in piazza, davanti a Beppe Grillo, neanche il sole.
Lo spettacolo lo abbiamo seguito dal gazebo della regia, assieme a Filippo che si smezzava, e si smazzava, tra le slide da far apparire sui maxischermi e i collegamenti dalle altre “postazioni V-Day” in giro per il mondo. Uno spettacolo, vederlo lavorare, dico sul serio, come se fosse la cosa più facile del mondo, al centro del casino, a metà strada tra il mixer e quei piccoli schermi da regista (non avete idea di quanto io sia affascinata, da quegli schermi. La folla minuscola, gli omini piccoli piccoli, la stessa immagine ripresa dieci volte da dieci angolazioni diverse, tutte lì nei tuoi occhi nello stesso momento, e tu ne devi scegliere una, e solo una, e darle la vita, sullo schermo principale. Le altre, gli altri omini che salutano con la mano, gli altri particolari di quella scena così piccola complessa via, nel dimenticatoio, adieu. E mi affascina chi ci sta dietro, con l’aria di non sapere che è un lavoro magico, quello, un lavoro sacro, a ben vedere, perché è così, che io mi immagino lavori Dio, tutto il giorno. Seduto lì, davanti a migliaia di piccoli schermi tv, a guardare le varie inquadrature della nostra vita, quaggiù, e a decidere quale mandare in onda. Non è una cosa da poco, quella). Insomma, uno spettacolo. Potrei andare avanti a scriverne per ore, e sarei potuta andare avanti a guardarlo, per ore, quel circo, dico sul serio, ma, ad un certo punto, ho smesso. Perché c’era altro, lì, da vedere, e su cui scrivere.
Non parlo della raccolte di firme. Non parlo neanche degli interventi, o della musica. E non parlo di Beppe Grillo.
Parlo del Vaffanculo.
Pensavo, sciocca io, che un Vaffanculo Day dovesse avere per lo meno un retrogusto di rabbia, e fischi, e fegati rosi da un sistema sbagliato. Sciocca io, ripeto. Quelli sono Vaffanculo al gusto di speranza. Sono Vaffanculo, sì, ma col sorriso.
Dice Grillo, all’inizio del tutto (molto biblica come espressione, ma rende l’idea), che in molti hanno paura di loro, ma non perché usino spranghe o predichino violenza, ma perché li prendono per il culo. Quella è l’arma più forte, quello il sistema, la medicina, la cura. Il sorriso. Grillo ci salverà tutti col sorriso. Non parlo della sua abilità nel far ridere la gente, no, per quello basterebbe un comico qualsiasi. Lui ha la capacità di dare speranza, ancora meglio, di far nascere nuova speranza, ancora meglio, di far nascere il desiderio di creare nuova speranza. Gli italiani collegati da New York (segnaliamo, in proposito, il cartello, meraviglioso, simbolo della giornata e del pensiero di chi, la patria, la vede da lontano. "HELP ITALY!"), gente che è all’estero perché non si trovava a suo agio in una nazione in cui tanto ci sarebbe da cambiare, oggi sente la speranza di tornare a vivere in un’Italia più matura come una possibilità reale, non più come un volo della fantasia. E quelli che erano in piazza a Torino, e a Milano, e a Viareggio, e nelle altre tantissime piazze che erano collegate in un V-Day mondiale, sanno oggi più di ieri che si può fare. Che non bisogna smettere di sperare in una nazione migliore, che non bisogna smettere di provarci, che non bisogna smettere di fare e dire e farsi sentire. E non bisogna smettere di sorridere, neanche quando si è arrabbiati, neanche quando si urla “VAFFANCULO” con tutto il proprio fiato, perché non è il Vaffanculo della rassegnazione, quello, ma della speranza.
Ieri, per quanto già prima apprezzassi Beppe Grillo, credo di aver davvero capito cosa stia facendo. Sta prendendo un’Italia un po’ rassegnata, un’Italia che guarda alla propria vita scrollando le spalle in gesto di resa, e le sta restituendo la voglia di provarci, a migliorare. A provarci ridendo.
Ieri è stata riscritta la storia. Ma non parlo della storia politica o della storia economica. Forse anche quello, me lo auguro, ma mi riferisco ad altro. Ieri è stata riscritta la storia dei sentimenti degli italiani verso la loro Italia. Ieri è stata riscritta la storia di una parola che l’altro giorno significava rabbia, e oggi significa speranza. Ieri è stata riscritta la storia della liberazione dei nostri desideri, e della parola Vaffanculo. E noi, portando un DVD con la testimonianza di Adriano Celentano, abbiamo messo la nostra piccola firma a questo evento grandioso. Siamo parte della storia anche noi, da oggi.
E scusate se è poco.
Dimenticavo. Vaffanculo. Ma col sorriso.

Dharma e Homer

giovedì, aprile 24, 2008

Tanti saluti: ci si vede la settimana prossima!


Io e la Vale domani partiamo, ce ne andiamo al mare per una settimana. Questa vacanza arriva al momento giusto perché siamo tutti e due prossimi ad un esaurimento nervoso (si fa per dire... ma anche no!). Tanti saluti a tutti, ci sentiamo la settimana prossima.

mercoledì, aprile 23, 2008

barnum in via capecelatro



"La prima cosa a cui si può pensare, guardando fuori dalla finestra di questo condominio è: quell’architetto doveva essere pazzo, o ubriaco, quando ha concepito questo quartiere. Palazzi- obbrobri a perdita d’occhio, dai colori improponibili, feriscono le nostre retine ogni mattina al risveglio e si nascondono, forse per un innato senso del pudore, all’arrivo dell’oscurità. Puoi anche arrivare a conviverci, con tanta bruttezza, ma amarla, quello no. Così, poi, la mente ti sorprende in modi inaspettati. E’un meccanismo di difesa, questo lo si può anche capire. Si difendono, le nostre menti, dalla vita nuda e cruda, portandoti in mondi che davvero non te li aspettavi. (Permettetemi una parentesi di difesa a favore di quel povero architetto. Io me lo vedo, un uomo che ha seguito i propri sogni, studiando e lavorando come un cane tutta la vita che poi, si sa, ti toglie tutta la poesia, e l’amore, e la bellezza. E non c’è molto da stupirsi se, nell’immaginare un quartiere di Milano, il meglio che sia riuscito a fare, un uomo sconfitto, sia proprio stato solo questo).
Dicevo, appunto, che in qualche modo noi gente normale dobbiamo pur salvarci dalla bruttezza. E allora, ogni tanto, guardando quei palazzoni che tanto irritano il nostro senso estetico non vediamo più mattoni, e calce, e vernice di infima qualità. Noi vediamo persone. Per ogni finestra un uomo, una donna vivono ogni giorno vicino a noi vite comuni, eccezionali, scontate. E in ogni finestra che noi contiamo si nascondono infinite storie che, a nostra insaputa, scorrono ogni giorno, molto più interessanti di qualsiasi telefilm o soap trasmessi in televisione.
Sarebbe molto più bello se la sera, su Canale 5, potessimo selezionare la storia della finestra di fronte, quella con le tendine di pizzo, una volta, in quella casa, deve esserci passata una donna, e aver lasciato, di tutti i ricordi possibili, solo un profumo di bucato fresco, e quelle tendine. Oppure quella del terrazzo tutto verde, io me lo vedo il proprietario di quel terrazzo, nonostante non lo abbia mai incontrato, lo vedo distintamente, con la giacca e la cravatta impeccabili ogni giorno al lavoro, l’orologio da mille euro al polso, la fronte aggrottata e il fegato in malora dallo stress. E una macchia di terra su un dito, l’odore, inconfondibile, di chi le sue piante le pota da solo, in un esatto gesto di salvezza dalla città e dal suo rumore, lassù, all’ultimo piano, a respirare l’ossigeno ricevuto in dono in cambio di tante cure e amore.
Sarebbe tanto più facile, e gentile, vivere in questo quartiere. In questa città. Sarebbe dolce, tutto, anche le brutture, anche lo smog, anche le sirene per strada la notte. Sapere che domani ti sveglierai, guarderai fuori, saluterai le vite che ti scorrono accanto, compagne inconsapevoli della tua quotidianità. Svegliarsi, e sorridere. Perché lo sai, lo spettacolo continua, oggi, e ne fai parte anche tu."


Dharma e Homer

martedì, aprile 22, 2008

L'Organigramma, di Andrea Comotti

In rete si inizia a parlare dei Libri in Auto e, più precisamente, de L'Organigramma, di Andrea Comotti. Il libro, che consiglio a tutti di leggere perché è davvero bello, è stato pubblicato online da vibrisselibri (potete scaricarlo grauitamente qui). E infatti se ne parla proprio su Vibrisse (qui e qui) e poi nel blog di Lucio Angelini, che ha curato la riduzione e l'adattamento per l'edizione sonora de L'Organigramma. Su Sinestetica poi trovate anche il bellissimo booktrailer del libro, booktrailer realizzato da Grenar e che trasmette in pieno quello che troverete seguendo Nicotrain nella sua complicatissima indagine.

Problema sicurezza e percezione dell'altro

In questi giorni si parla dappertutto di sicurezza, di criminalità, di differenza tra criminalità reale e percepita. La cosa che mi stupisce quando si parla di cose di questo tipo è notare come molte persone non si rendano conto dell'altro da sé. Faccio un esempio molto concreto: uno dei commenti più frequenti è che il problema legato alla sicurezza sia solo legato alla percezione. In tanti scrivono cose del tipo io ho sempre girato a tutte le ore per questa o quella città e non ho mai avuto problemi, oppure non mi sono mai sentito minacciato. E questo è normale, è sempre successo anche a me. Ma se io fossi una donna o un anziano avrei le stesse sensazioni? Non credo. Io l'ho capito di colpo anni fa: all'epoca avevo ancora i capelli tanto lunghi (e si parla proprio di tanti anni fa), ero all'estero, camminavo da solo per strada, molto tardi, e vedo un tipo che sta arrivando sul mio stesso marciapiede. Tra me e me penso se non sia il caso di cambiare il marciapiede visto che il tizio in questione sembra un po' losco, poi vedo il tizio che si ferma, mi guarda da lontano e cambia marciapiede. Allora rifletto un attimo e mi rendo conto che, tutto sommato, se io fossi stato il tipo e se mi fossi incontrato probabilmente avrei fatto la stessa cosa. Tutto questo per dire che se io non avverto un problema non significa che tutti gli altri che invece lo sentono come tale se lo sognano, o sono vittime della stampa che strumentalizza tutto. Certo, sarebbe sciocco negare che in periodi come questi determinati episodi di violenza vengano strumentalizzati, ma sotto c'è un disagio reale. Ma Rutelli non può parlare di strumenatalizzazioni dopo che il suo Governo ha votato l'indulto e, soprattutto, dopo la pagliacciata del decreto sicurezza nato già abortito l'anno scorso. Piccola parentesi: qui in pochi lo dicono, ma c'è il rischio che Alemanno si porti a casa il Comune di Roma. E per Pd e soci sarebbe veramente un colpo durissimo.
Comunque, per chiudere il discorso, credo che a volte sarebbe il caso di fermarsi un attimo a pensare non solo a come veniamo percepiti dagli altri, ma anche a come chi è diverso da noi percepisce la realtà in cui noi siamo immersi quotidianamente (e che di conseguenza diamo per scontata). Può sembrare un discorso complicato ma non lo è anzi, è semplicissimo, e se un modo di ragionare così venisse esteso ai vari livelli dell'esistenza probabilmente diventerebbe un'ottima lezione politica, giusto per continuare a parlare delle cose di cui si è parlato ultimamente da queste parti.

lunedì, aprile 21, 2008

Il nuovo album di Joe Satriani

Si intitola Professor Satchafunkilus and the Musterion of Rock. L'album a me è piaciuto, e molto anche (ma sono di parte): qui trovate la mia recensione su Debaser. Il video qui sotto invece è un breve estratto dl dvd allegato all'album, dove si può vedere un po' di vita da studio. Insomma, anche per loro è lavoro, solo che è un tantino diverso dal nostro. Il dvd contiene anche tre brani live a dir poco fantastici (uno lo trovate qui).



P.S.
Matteo, la tua copia dell'album è a casa mia ancora imbustata. Quando vuoi passa puire...

domenica, aprile 20, 2008

A proposito di Juno

Visto ieri sera: che delusione! Ma com'è che mezzo mondo ha parlato di questo filmetto come di un capolavoro? Ancora me lo domando. Personaggi scialbi e tutto sommato stereotipati, regia piatta e abbastanza paracula... Per carità, la storia tende a coinvolgere ed è scritta benino, ma tutta 'sta genialità proprio non l'ho trovata. Gli unici personaggi veramente umani poi sono il padre (un grandissimo J.K. Simmons) e la matrigna di Juno, gli altri sono tutti caricature, macchiette, alcuni davvero ridicoli, quasi tutta roba finta insomma. Dopo aver visto il film trovo veramente ridicolo l'articolo di Natalia Aspesi pubblicato su Repubblica un po' di tempo fa, come altrettanto ridicoli sono tutti i discorsi fatti da Ferrara su questo film. Insomma, mi sembra chiaro che guardare le cose con l'occhio deviato dall'ideologia porta solo a sparare cazzate. La storia di per sé è una normalissima storia, come ne capitano e ne sono capitate a migliaia e come a migliaia ne capiteranno. Raccontata in modo un po' finto e paraculo, su questo non ci sono dubbi. Ma se si osanna tanto 'sto film, soprattutto con le parole che mi è capitato di leggere in giro in questi ultimi tempi, significa che di vita reale si capisce davvero poco. Poi il film in sé è anche carino, per carità, ci sono alcune scene fatte bebe e che si lasciano guardare, ma davvero non andiamo oltre.

sabato, aprile 19, 2008

Chemical Wedding Official Trailer


Sta per arrivare il primo film di Bruce Dickinson: si parla della vita di Aleister Crowley (visto il trailer credo che Bruce si sia preso un bel po' di licenze poetiche). Il film uscirà anche in Italia? Boh... Comunque vale sempre una cosa: up the irons! ...e adesso guardo Juno.

Ancora sui Libri in Auto

Noto con piacere che la notizia dei Libri in Auto in rete sta rimbalzando un po' dappertutto. E allora vediamo di segnalare un po' di link utili. Iniziamo con Vibrisse, il bollettino di letture e scritture curato da Giulio Mozzi. Trovate l'articolo qui. Del resto, visto che uno dei primi titoli ad essere pubblicati sarà L'Organigramma di Andrea Comotti, pubblicato online da Vibrisslibri, non poteva essere altrimenti. Poi c'è Radiolawendel: ringrazio Andrea perché ha scritto uno dei post migliori che potuto vedere finora sulla cosa. Poi c'è Repubblica.it, che però ha ciccato clamorosamente l'immagine sull'articolo, visto che si riferisce ad una operazione fatta qualche anno fa da Rcs. E vabbè, cose che capitano. L'articolo è stato ripreso da Virtual Car, da Libero.it, da Omniauto, da Newsline, da Kataweb, Blogmotori,
Com'era prevedibile finora tutti ne parlano soprattutto in relazione al mondo dei motori (ovvio!), ma spero che presto ci si renda conto anche dell'aspetto letterario-culturale di questa nuova iniziativa, dato che da questo punto di vista si potranno aprire scenari completamente nuovi.

venerdì, aprile 18, 2008

L'articolo del Corriere sui Libri in Auto


Visto che online non si decidono a pubblicarlo (eppure era un tema classico da rete: mp3, musica/libri liquidi... vabbè) ecco una sommaria scannerizzazione dell'articolo sui Libri in Auto uscito oggi sul Corriere della Sera.

UPDATE
Siamo anche su Repubblica.it e su Libero.it.

Ritrovarsi sul Corriere della Sera ti spiazza un po'...

Sul Corriere della Sera di oggi c'è un'intera pagina dedicata al progetto per cui sto lavorando (tantissimo) da più di un anno. A pag. 31 infatti c'è un'intervista a Marcello Pozza, AD di Good Mood, in cui si parla nel dettaglio di Libri in Auto, progetto parallelo alle Fiabe in Auto (per quanto riguarda le fiabe trovate tutto qui). Appena esce l'articolo online (sempre che esca...) posto il link. Per la presentazione in grande stile dei primi nove titoli bisognerà aspettare la Fiera del Libro di Torino, dall'8 al 12 maggio. I miei preferiti? L'Organigramma di Andrea Comotti e Anche una sola lacrima di Franco Limardi. Discorso completamente diverso per Diario di un amore, di Marco Mazzi, che ho visto letteralmente crescere insieme all'autore e a cui, per forza di cosa, sono particolarmente legato.
Comunque c'è poco da fare, essere sul Corriere fa un certo effetto. Vedere poi che hanno deciso di dedicarci una pagina intera è decisamente esaltante.

UPDATE
Dei Libri in Auto e della nostra iniziativa per la prossima Fiera del Libro di Torino se ne parla anche qui.

mercoledì, aprile 16, 2008

Ecco perché questa Sinistra ha perso

Filippo Facci ha pubblicato su Macchianera un post dal titolo meraviglioso: Perché non mi voti, razzista di merda? Una delle tante analisi su queste elezioni e, in particolare, sui motivi che hanno causato la debacle totale della Sinistra. Il post è in parte condivisibile, in parte no: del resto Facci è uno che divide a priori quindi niente da stupirsi. Ma la vera analisi della sconfitta della sinistra sta in un commento, postato da tale Murmur. Lo posto qui sotto così come l'ho trovato perché credo che sia l'analisi migliore in assoluto dei motivi che hanno portato a questo risultato elettorale. E a leggerli ti viene un sorriso amaro perché, sotto sotto, ti rendi conto che è tutto vero.

Perchè questa sinistra ha perso?

Questa sinistra non ha perso perchè Berlusconi ha berlusconizzato gli italiani.
Questa sinistra non ha perso perchè tutti vogliono fare i tronisti e le veline.
Questa sinistra non ha perso per Vespa, Mentana, Mimun e tutti gli altri.
Questa sinistra non ha perso perchè gli Italiani son tutti evasori.
Questa sinistra non ha perso per i Calearo, i Colaninno e i Del Vecchio.

Questa sinistra ha perso perchè per pensare agli ultimi si è dimenticata di penultimi e terzultimi.
Questa sinistra ha perso perchè il diritto di un barbone di stendersi sul marciapiede non deve valere di più del diritto di una non vedente a non inciamparci su.
Questa sinistra ha perso perchè se io antiberlusconiano ho il quartiere pieno di zingari, o se il mio paese sembra Tirana, e tu mi dai del razzista, io ho tutte le ragioni per incazzarmi di brutto e votare Borghezio.
Questa sinistra ha perso perchè più ricchezza per pochi e magari disonesti, è meglio che più miseria per tutti.
Questa sinistra ha perso perchè la contessina Borromeo si sente abbastanza tranquilla la sera tardi alla stazione di Milano.
Questa sinistra ha perso perchè, checchè se ne dica, Berlusconi dice che gli italiani son coglioni senza pensarlo, ma da quell'altra parte lo si pensa senza dirlo.
Questa sinistra ha perso perchè La Russa e Bondi non si possono sentire, ma Luxuria e Caruso non si possono neanche vedere.
Questa sinistra ha perso perchè a nessuno frega di TAV, VAT e della base di Vicenza.
Questa sinistra ha perso perchè le leggi ad personam fanno schifo, ma la spazzatura in strada fa molto più schifo.
Questa sinistra ha perso perchè se un italiano stupra o uccide qualcuno è altrettanto grave che se lo faccia un rom, ma in quest'ultimo caso il culo mi rode inevitabilmente di più.
Questa sinistra ha perso perchè Berlusconi ha il sorriso fisso e dall'altra parte, da Veltroni a Diliberto, sembra che abbiano tutti delle emorroidi perenni.
Questa sinistra ha perso perchè fa continua autocritica senza mai fare vera autocritica.
Questa sinistra ha perso perchè tutti loro, a partire dai marcotravaglio, dalle sabinaguzzanti, dai michelesantoro, dai danieleluttazzi, dalle biancaberlinguer, vivono sulla luna e fanno discorsi iperuranici.
Questa sinistra ha perso perchè stìca Jovanotti, stìca Totti, stìca Clooney, stìca Virzì.
Questa sinistra ha perso perchè "loro sono la meglio Italia e gli altri nun sono un cazzo".
Questa sinistra ha perso perchè cinque anni di stronzi sono meglio di due anni di teste di cazzo.

Mamma la Lega! (altra piccola riflessione politica)

La Lega è diventata il nemico pubblico numero 1: leggendo in giro in rete e sfogliando i principali quotidiani tutti a lamentarsi della Lega. Il tono di solito è indignato, incredulo, schifato e via andare, solo per citare le prime cose che mi vengono in mente. Tutti a dipingere scenari a dir poco catastrofici. Allora io mi domando: ma possibile che ci si rifiuta di aprire gli occhi di fronte alla realtà? Se la Lega ha raggiunto queste percentuali è perché hanno votato per lei tantissime persone che non lo hanno mai fatto prima d'ora. Vale a dire tanti operai (personalmente credo tantissimi), precari, ceto medio. Lo ha scritto perfino Valentino Parlato nel Manifesto e, sinceramente, credo che sia una cosa ovvia. Il punto della questione è che la Sinistra italiana (e in pare il Pd) ha perso quasi completamente la capacità di comunicare a buona parte della popolazione italiana, che sta attraversando un momento di crisi economica decisamente pesante. Io, precario a vita, non mi sono mai sentito difeso o tutelato dalla Sinistra. Mai. Altro esempio: il caso Alitalia. Ma vi pare che la Sinistra (e qui allargo il tiro anche ai Sindacati) abbia fatto gli interessi dei lavoratori italiani? Mi sembra proprio di no. Ad essere sinceri sembra che una certa Sinistra viva completamente arroccata al di fuori della realtà concreta che viviamo tutti i giorni, ecco perché poi si perde la capacità di comunicare con la gente. La Lega invece dentro a questa quotidianità ci sguazza, è il suo humus e da lì trova linfa vitale. Per non parlare poi di tutto il malessere che si respira ai piani bassi e che viene sistematicamente ignorato dai piani alti. Poi non dimentichiamo che con questa Lega (anzi, con una Lega ben peggiore), la sinistra italiana nel '94/95 si è perfino alleata. Insomma bisogna approfittare di questo ribaltone elettorale per mettersi a lavorare sul serio, per smetterla di farsi i pompini a vicenda su quanto siamo bravi e aperti, su quanto siamo gli unici a difendere gli interessi dei lavoratori, sulla nostra superiorità morale e su tante altre cose che, se non verranno profondamente ripensate, porteranno sempre e comunque alla sconfitta elettorale.
Il compito di un politico è quello di capire i problemi del Paese a cui parla, evidentemente questa sinistra non l'ha mai fatto. Esemplare il caso di Prodi che, con una maggioranza ridicola e con un Governo destinato a morire nel giro di un paio d'anni (come poi è effettivamente successo), piazza suoi uomini a Camera e Senato e invce di affrontare un Governo riformista serio prima di andare di nuovo alle elezioni prova a tenere duro contro tutto e tutti. Questo la gente non gliel'ha perdonato. Come non perdonò a D'Alema il siluramente di Prodi e il voler restare attaccato alla sedia a tutti i costi.
E poi, parliamoci chiaro: in Italia la Sinistra non è mai stata capace di esprimere percentuali da governo in Italia. MAI. Il socialismo di Craxi è stato tutto tranne che un governo di sinistra e, soprattutto, non aveva i numeri per essere indipendente, chiaro. Le due vittorie elettorali di Prodi poi sono state tutto tranne che un'affermazione politica della sinistra. Insomma, in questo Paese la cultura di sinistra o di centro-sinistra è storicamente minoritaria, è un dato di fatto certo. E il bello è che è un dato di fatto semplice, banale, incontrovertibile. Se ne accorgono tutti tranne i diretti interessati che continuano a parlare come se rappresentassereo sempre e comunque tutto il Paese, non capacitandosi di come poi dalle urne escano certi risultati. Possibile che la Storia si studi soltanto alle medie e poi la si dimentichi così in fretta? Ma tutte queste sono considerazioni che lasciano il tempo che trovano, la cosa mi sembra piuttosto evidente. Ho già scrito un post fin troppo logorroico (che non ho nessuna intenzione di rileggere, quindi mi scuso in anticipo per gli errori) e si è fatto tardi. Meglio andare.

martedì, aprile 15, 2008

Piccole riflessioni post elettorali

Impressionante notare come la blogosfera, in casi come questi, non si renda conto di quanto è lontana dal paese reale, concreto, che deve affrontare faticosamente una serie di problemi che si ripresentano giorno dopo giorno. Ecco, questo è davvero uno dei grandi limiti della blogosfera: non ci si rende conto che qui in rete si parla ad una piccola percentuale di mondo, soprattutto in Italia, non si capisce cosa ci sia fuori. Siamo di fronte ad un caso emblematico di mancanza totale di conoscenza dell'altro da sé, e devo dire che la cosa mi inquieta non poco.
Per la Sinistra invece sui giornali si parla di disfatta totale: spero che questa sconfitta umiliante renda possibile un ricambio radicale all'interno della Sinistra italiana che, a volte, mi sembra molto simile alla blogosfera: ci si rende conto molto poco di cosa sia il Paese reale e si confondono le lotte e i problemi di pochi (forse di pochissimi) con i problemi e le priorità del Paese. Questo naturalmente con tutti i distinguo del caso.
Per il resto Berlusca rappresenta in pieno il Paese che l'ha votato, c'è poco da fare (o da dire), e continuare a scagliarsi contro lui e tutto quello che rappresenta mi sembra davvero infantile e sterile (ci si mette sullo stesso livello di chi critica i comunisti perché mangiano i bambini). E lo stesso discorso vale per la Lega: finché verrà banalmente stigmatizza e non profondamente compresa e contestualizzata non si potrà crescere concretamente da un punto di vista politico. Mi spiego meglio: chi liquida la Lega come razzista è sullo stesso livello di chi liquida Napoli con la munnezza o la Sicilia con la mafia. Poi Berlusca stesso si reso conto di quanto difficile sia la situazione se, con un risultato del genere, ha addirittura parlato di riforme condivise con il Pd ecc. ecc. A pensarci bene la situazione dev'essere molto più grave di quello che si possa pensare se Berlusca ha parlato in questo modo.
Per il resto il mal di schiena prosegue (oggi salto veloce in ospedale a ritirare lastre e analisi varie), però si cerca di lavorare lo stesso. Si fa un po' di fatica, è vero, ma si fa quel che si può.

lunedì, aprile 14, 2008

E' davvero un mondo difficile


Che dire: ieri in autostrada un paio di macchine hanno pensato bene di ignorare i segnali lanciati dai miei stop e dalle mie quattro frecce che lampeggiavano tipo capodanno cinese e si sono fermate contro il nostro paraurti. Cose che capitano, si dice in casi come questi, l'importante è non farsi troppo male. Infatti io e la Vale siamo mezzi acciaccati ma, come si diceva poco fa, cose che capitano. Passare la domenica pomeriggio in mezzo all'autostrada in attesa di un carro attrezzi (ma si scrive attaccato o staccato?) era un'esperienza che mi mancava. Come restare in pronto soccorso dalle 22.30 alle 2.45 per una normalissima visita di controllo.
Poi nel pomeriggio butti gli occhi sui vari exit poll, proiezioni et similia e dici che è andata come tutti sapevamo che sarebbe andata. Inutile raccontarsi troppe cazzate: sotto sotto lo sapevamo tutti. Andrà meglio la prossima volta, per lo meno per chi come me ha votato Pd (che fatica... che fatica...). Mi fa piacere però vedere che certi partiti sono stati polverizzati, e penso all'Udc e alle varie Sinistre arcobaleno. Mi rincuora sapere che Berlusca e Bossi hanno un'autonomia di un paio d'anni al massimo prima di tirare gli ultimi definitivamente (la cosa è abbastanza oggettiva) e che, ad oggi, i loro rispettivi partiti sono assolutamente privi di un'alternativa credibile (e non parlo di credibilità politica, quella è pochina anche ora, ma di credibilità elettorale). Penso che il Pd (e tutto il suo bacino elettorale) dovrebbe interrogarsi definitivamente sul risultato ottenuto dalla Lega e sul malessere che questo voto esprime. Penso che Veltroni e tutto il Pd dovrebbero far tesoro di questo risultato e capire che alle prossime elezioni dovranno completare il processo di rinnovamento che, ad oggi, può dirsi soltanto abbozzato. Bisogna iniziare a pensare già ad un'alternativa valida a Veltroni che, per forza di cose, dovrà essere il leader dell'opposizione ma non potrà essere il prossimo candidato premier del Pd. Penso a tante altre cose ma alla fine tutto lascia un po' il tempo che trova, soprattutto perché ho mal di schiena ed è il caso di preparare la cena.

giovedì, aprile 10, 2008

Una storia sbalorditiva: che bello!

Sul blog Mysterium ho trovato una storia stupenda. Dire che mi ha emozionato è dire poco. Ma andiamo con calma: per prima cosa date un'occhiata alla foto qui sotto in bianco e nero.


Si tratta di un piccolo cucciolo di leone che è stato adottato e allevato per qualche tempo da questi due ragazzi. Una volta cresciuto, il nostro piccolo leone è stato lasciato in una riserva. E qui scatta l'eccezionale, l'imprevisto che ti spiazza: dopo qualche anno i due ragazzi sono tornati a trovare il loro vecchio amico (la storia completa la trovate qui), domandandosi se l'animale si sarebbe mai ricordato di loro. Bene, nel video qui sotto c'è il risultato dell'incontro.



Davvero impossibile aggiungere una sola parola: bellissimo! Raramente ho visto un video tanto emozionante... e chi ha avuto un animale capisce al volo di cosa sto parlando. Divertente notare come un altro piccolo leone, incuriosito dal comportamento del suo compagno, si avvicina e si fa accarezzare dai due ragazzi. Chiaro, si tratta di leoni addomesticati ed abituati al contatto con gli umani, ma raramente si può assistere ad una dimotrazione di affetto e di felicità tanto genuine: cosa volere di più dalla vita in un giornata piovosa come questa?

Pensiero obliquo: appello CONTRO i monaci tibetani

Si parla sempre più di Cina, di Tibet, di Olimpiadi da boicottare e di solidarietà ai monaci cinesi. Personalmente sono contrario al boicottaggio: credo che proprio grazie alle Olimpiadi i tibetani avranno la possibilità di dare visibilità massima alla loro causa (come di fatto sta avvenendo). Sarà la Cina ad uscire sconfitta dai giochi: impossibile nascondere la realtà dei fatti a tutti i giornalisti, sportivi e semplici turisti che invaderanno il paese. E la realtà dei fatti si parla di diritti umani quasi inesistenti e tutto il resto.
Ma la cosa interessante è un'altra: sul Corriere di oggi si parla di un appello firmato contro i monaci tibetani promosso dallo storico Domenico Losurdo. E a firmarlo c'è gente come Vattimo. Logico che in questa sede è impossibile parlare in maniera completa di un problema del genere, però mi fa piacere che si levi una voce fuori dal coro. Sono sempre molto sospettoso quando mi trovo di fronte a un pensiero unico, soprattutto quando questo pensiero unico assomiglia sempre più pericolosamente a una semplice e banale moda. Insomma, l'impressione è che si stia facendo tanto rumore e che ora sia tanto trendy urlare contro la Cina, ma che in realtà non si stia affrontando il vero problema politico e culturale che sta dietro alle tensioni in Tibet. Mi fa ridere poi che Gordon Brown faccia prediche ai Cinesi sul Tibet, visto che gli inglesi in casa loro hanno qualche leggerissimo problema con l'Irlanda, solo per fare il primo nome che mi viene in mente.
Ecco un'estrema sintesi del pensiero di Losurdo: «Prima l'indipendenza mascherata da autonomia del Grande Tibet, poi della Mongolia interna e infine della Manciuria: non è altro che la versiona aggiornata del piano imperialista inglese contro la Cina».

martedì, aprile 08, 2008

GrandWazoo
























(scovato qui)

lunedì, aprile 07, 2008

Una volta si chiamava pallavolo (salvezza centrata per Padova!)

Torniamo a parlare di volley, dato che ieri si è conclusa la regular season e Padova ha centrato la salvezza. Non proprio all'ultimo set ma sempre all'ultima partita, come ormai siamo abituati a vedere da qualche anno a questa parte. Tanta sofferenza, soprattutto per chi come me ha dovuto seguire i momenti decisivi del quarto set contro Piacenza davanti al mac, aggiornando ad ogni minuto il sito della Lega con i risultati in tempo reale. Quest'anno sono riuscito a vedere soltanto una partita di Padova, vale a dire quella qui a Milano con la Sparkling, e per fortuna che c'era la Sparkling, così qualche partita di A1 me la sono goduta (ora vediamo un po' cosa combina la società...). Adesso sotto con i playoff (Trento superfavorita ma occhio a Treviso) che, putroppo, non riuscirò a vedere mai salvo miracolo.
Prima di chiudere una piccola considerazione sul Petrarca Padova (ma si dai, fatemelo chiamare col suo vecchio nome!): è davvero sorprendente vedere come una società riesca a restare ad altissimi livelli nonostante un budget risicatissimo e, soprattutto, pagando sempre con la massima puntualità tutti i suoi giocatori. Lo so che una cosa del genere può sembrare una banalità, ma vi posso assicurare che nel mondo del volley italiano non sempre le cose vanno come dovrebbero andare (come si può vedere qui, qui, qui, qui oppure qui). L'ennesimo capolavoro di Maurizio Sartorati: io non l'ho mai conosciuto personalmente ma mi è sempre sembrato una persona animata da una passione smisurata per il volley, senza dubbio una di quelle persone che fanno un gran bene allo sport (quando se ne accorgeranno a Padova?). Infine un saluto anche al mio amico Simone Serafini che con la sua Perugia ha chiuso la stagione al decimo posto e che, molto probabilmente, si sta già preparando per il Beach.

sabato, aprile 05, 2008

l'italia è un paese meraviglioso 2


L'italia è un paese meraviglioso.

Ieri sera stavo rientrando in casa dopo una bella serata al cinema e in strada, in mezzo all'incrocio due tizi si stavano pestando di santa ragione. Erano due immigrati nordafricani come ce ne sono tanti in via Morgantini.

Uno era più giovane dell'altro, ma tra urli e insulti in arabo, la lotta era più o meno alla pari. facevano un casino infernale e tra uno spintone e l'altro stavano pure rischiando di danneggiare le auto parcheggiate lungo la via.

Sono stato indeciso per qualche minuto, ogni tanto sembrava che la rissa stesse per terminare, poi riprendeva peggio di prima. Finchè mi sono deciso a chiamare la Polizia.
Ho digitato il 113, sapendo che nel nostro paese la polizia è celere nel proteggere i suoi cittadini. Ho atteso una decina di squilli.
Poi ho riagganciato.
Nessuna risposta.
Ho pensato: sarà un caso.
Ho riprovato altre 3 volte. stesso esito.

Possibile che al numero del pronto intervento della polizia nessuno ti risponda al telefono??????????????????????

Ma che cazzo di paese è??????????????

Ma la polizia va solo allo stadio?

e che cazzo.

morale della favola:

dopo 15 minuti che questi due facevano casino è uscito uno alla finestra dall'altro lato della strada, piuttosto robusto e con voce possente e con vago accento meneghino-pugliese ha urlato:
"la finiamo? la smettette di fare casino, brutte teste di cazzo?"
risposta, con accento nordafricano:
"fati i cazi tuoi!"

replica:
"senti, neg..o di m....a! se non la smetti vengo giù e ti rompo il culo a calci!"

la rissa è finita.
giustizia è fatta.
ma della polizia nessuna traccia.

venerdì, aprile 04, 2008

giovedì, aprile 03, 2008

Non ho resistito: e vai con Napoleone a Waterloo... cazzo!



L'avevo visto stamattina e mi ero detto: non lo posto, tanto figurati se non farà il giro delle rete in un attimo.... e alla fine ha fatto effettivamente il giro della rete. Alla fine però non ho resistito ed eccolo qua.
Direi che il video si commenta da solo (stiamo parlando di uno dei più importanti manager di Telecom, a quanto ho letto in giro), ma voglio aggiungerci una paio di cosette. Primo: niente meglio di questo video rappresenta lo stato delle aziende italiane, infarcite di figli di potenti e cardinali in posti chiave, gente cresciuta a pane e suv come l'abbronzato qui sopra, gente che non perde occasione per sfoderare la sua spettacolorare ignoranza (questo non si fa mancare niente, ignora tutto: grammatica, storia...). E tutti gli altri zitti, perché non è il caso di contraddire i megadirettori naturali. Secondo: la presunta vittoria di Nappy a Waterloo viene ribadita per ben tre volte, segno che questo non si è confuso con Austerlitz, è proprio ignorante come una capra. Terzo: cazzo! (non sia mai che me lo dimentico... il gran comunicatore nonché motivatore insegna).

UPDATE
Quelli di Telecom già da ieri sera hanno provveduto a far togliere il video da Youtube ma, com'era prevedibile, il video è rispuntato ovunque come un piccolo virus. Lo trovate qui, qui, qui, qui e qui.

Sospesi tra Doraemon e Bertinotti

Stamattina sfogliando il Corriere Magazine ho scoperto con mia grande gioia che Doraemon è stato nominato ufficialmente ambasciatore della Cultura giapponese nel mondo. Splendido, ancora una volta il Giappone dimostra di essere un Paese modernissimo, nel senso prettamente storico culturale del termine. E qui non c'entra niente l'ironia, attenzione: c'entra l'enorme capacità di capire cosa ha senso e cosa no. Per intenderci, da noi un Ministro dei Beni Culturali parla di Pliz visit Italy, loro invece riescono a capire cosa è cultura e cosa no e, soprattutto, riescono a metabolizzare e a decifrare anche a livello istituzionale la modernità senza nessuna spocchia. Tutto questo naturalmente con gli enormi limiti che può avere un Paese come il Giappone (o un qualsiasi altro Paese).
Sempre sul Corriere Magazine di oggi gran articolo di Gian Antonio Stella, che tira una stoccata tremenda a Fausto Bertinotti (uno che a volte dovrebbe stare un po' più attento a quello che dice...). Ecco una breve sintesi dell'articolo (ma il resto è molto peggio): Bertinotti dice che occupare una casa non è un atto di violenza. Ma vada a Pizzo Calabro e faccia visita a "Mastro Lino" che, causa occupazioni abusive, è riuscito ad entrare nell'appartamento assegnatogli dal comune dopo trent'anni. Insomma, una volta letto tutto l'articolo uno come Bertinotti dovrebbe rendersi conto quanto meno di aver detto una cazzata e sentirsi una merda. Ma dubito che lo farà.

Dubbi democratici

Se fossi bolognese, oggi mi vergognerei un po'. Che tristezza vedere tanti giovani unti dal Signore che, convinti di possedere la verità assoluta, decidono in piena autonomia chi può e chi non può parlare ed esprimere le sue idee. Idee assolutamente discutibli, certo, ma discutere su qualcosa in questo Paese ormai è diventato un optional. Sappiamo soltanto strepitare, previcare gli altri e, quando si può, spaccare tutto. Una sola cosa non ho ben capito: perché ieri in piazza non si sono presentati all'assalto con le camice nere? E la cosa ridicola è che si sentono pure i paladini e i difensori della democrazia...

mercoledì, aprile 02, 2008

Adieu Alitalia!

Sembra che Air France abbia ritirato definitivamente la sua offerta per Alitalia. Sono sincero: la cosa mi fa piacere. E' arrivato il momento che Alitalia fallisca. Basta, non se ne può più. Anzi, diciamola tutta: spero vivamente che Alitalia fallisca. Non c'è altra soluzione, questo Paese si deve rendere conto che non si può più andare avanti in questo modo, non si può. Perchè di questa situazione in Alitalia sono tutti responsabili, tutti. Ah, dimenticavo: ha ragione Lamberto Pace, Spinetta è proprio uno con due palle grandi come una casa!