lunedì, marzo 31, 2008

Adesso su Rai2... senza parole!

Roberta Lanfranchi conduce uno special sul matrimonio (a New York) di Umberto Smaila e Fanny. Ospiti in studio Bruno Conti, Rudy Smaila, Maurino Di Francesco (che è senza dubbio terminale di qualcosa perché è irriconoscibile) e cameo pre-registrato di Jerry Calà. Sto assistendeo controvoglia a qualcosa di indescrivibile. Ora l'immancabile medley anni '70: Umbertone è partito con "Scioglono le trecce ai cavalli" e via andare... Credo che quella che sto vivendo si possa definire un'esperienza mistica.

sabato, marzo 29, 2008

Cartoomics 2008

Vista la splendida giornata sono riuscito a trascinare mia moglie a Cartoomics 2008, vale a dire la Fiera del fumetto di Milano (e non solo del fumetto, come potete vedere dalle foto). Devo dire che per un attimo ho temuto che decidesse di abbandonarmi passando al lato oscuro della Forza, ma poi per fortuna ha lasciato in pace Darth Vader e mi ha seguito per tutta la fiera. La poveretta è rimasta a dir poco allibita dalla gente che affollava la fiera, vale a dire una valanga di bambini non cresciuti (come il sottoscritto), adolescenti alienati, cosplayer e fanatici di manga ed in generale persone vestite in maniera impresentabile. Ma il vero shock per lei è stato vedere il suo adorato marito mentre tentava di dilapidare il già misero patrimonio familiare nell'acquisto di fumetti, per non parlare dei gadgets di ogni tipo che infestavano la fiera: ho quasi rischiato il divorzio a causa di una splendida spada laser azzurra (per intenderci, quella di Obi One Kenobi, mica cazzi). Inutile dire che alla fine la spada laser non l'ho comprata, come non ho comprato i chili di fumetti vecchi e polverosi che mi hanno fatto letteralmente sbavare per tutto il pomeriggio. Alla fine comunque qualcosina ho portato a casa: tre album di Silver Surfer Classic, qualcosa di Conan il Barbaro, gli ultimi albi di Hulk e dei vecchi album di Marvel Magazine Presenta dedicati a Namor. Visti i tempi che passano, sempre meglio che niente. Per il resto avrei comprato letteralmente di tutto, come sarei stato per ora a guardare e a riguardare la mostra dedicata a Cavandoli, i vecchi albi del Corriere dei Piccoli e tutto il resto che non sto qui a dire se no non finiamo più. Ora mia moglie è spaparanzata in divano davanti a Fazio ma, udite udite, medito di convincerla ad andare a vedere un concerto metal di una band di amici miei in un fumoso pub nella dispersa provincia milanese. Voi che dite, ce la farò? (inutile rispondere, è chiaro che non ce la farò mai...)

venerdì, marzo 28, 2008

Over The top!


Oggi ho realizzato un sogno. Ho guidato in pista di collaudo un bisonte da 25 mt e con un carico ca 40 tonnellate, 450 cavalli, 12 marce, 10.000 di cilindrata!

Ragazzi che emozione pazzesca! curve paraboliche, rettilinei e piazzale di prova... che figata!






e indovina un po', eccomi qui!

ovviamente ho cambiato avatar...

Non facciamoci mancare niente: ecco il Politometro di Repubblica

giovedì, marzo 27, 2008

Tel chi


Mi associo all'indagine demoscopica e posto anche io la mia mappa di lontananza dall'Unione dei Carcerati.

mercoledì, marzo 26, 2008

Elezioni 2008: io e la Vale siamo qui (e voi?)

Visto il post precedente di Teo non ho saputo resistere: ecco il test per calcolare dove siete in rapporto ai partiti che si presentano alle prossime elezioni. Io non faccio commenti sui risultati, ma è significativo che siamo mediamente lontanucci da tutti i partiti e, in particolare, lontanissimi dall'Udc. Perlomeno è la dimostrazione di come la politica sia abbastanza distante da noi gente normale (cosa voglia dire poi sta frase non lo so, però..). Ecco i risulati:




Se siete curiosi di sapere dove siete anche voi cliccate qui.


interessante:
lontanissimo da tutti! e soprattutto dall'UDC!
io non avrò rappresentanti...

Un libro bellissimo

In questi giorni ho letto Anche una sola lacrima, di Franco Limardi (occhio che il suo sito si sviluppa in orizzontale...). Letto inizialmente per lavoro, il libro mi lasciato senza parole: è un libro bellissimo. E non tanto per la trama, che può essere banalmente liquidata come quella di un classico noir (definizione che ho sempre odiato), ma per gli sprazzi di verità che ti capita d'incontrare tra le pagine; per la figura di Renzo, protagonista suo malgrado di una strana vicenda che è la vita; per tanti piccoli dettagli che ti fanno amare ogni pagina, anche se alla fine sai già come andrà a finire; per i colori piatti che escono dalle pagine e che ti fanno ricordare quante volte hai sentito il peso di un cielo troppo grigrio sopra la testa; per il fascino perverso della provincia italiana (leggendolo mi è venuto in mente L'imbalsamatore, piccolo capolavoro passato quasi inosservato). Trovate qualche recensione del libro qui, qui e qui. Il libro invece lo potete acquistare qui (o in libreria, chiaro).

"Gli studenti non sanno più leggere" (oggi sul Messaggero)

«Siamo di fronte ad uno sfascio senza precedenti su cui non si possono chiudere gli occhi. Valanghe di studenti non sanno leggere e scrivere. Sforniamo semianalfabeti, la scuola dovrebbe essere il luogo della meritocrazia ma la meritocrazia è calpestata. Ci adeguiamo all'ultimo invece di prendere a modello il primo della classe. Corea, India e Paesi emergenti presto ci spazzeranno via. Di questo passo diventeremo noi il terzo mondo, ce ne accorgiamo quando i giovani arrivano nelle università».
Ecco, questo è quello che trovate in prima pagina sul Messaggero di oggi. A parlare è Giorgio Israel, matematico della Sapienza. Poi meglio non leggere il resto dell'articolo perché è davvero un disastro.

martedì, marzo 25, 2008

Articolo sui Machinima pubblicato su Maxim

Come ho già detto da questo parti questo mese sono usciti due miei articoli su Maxim. Uno, quello sui Machinima, è stato ripreso anche nell'edizione online. Lo trovate qui. In realtà quello pubblicato è solanto un estratto dell'articolo vero e proprio che era molto più lungo: putroppo per esigenze editoriali l'articolo è stato ridotto (cose che capitano), quindi approfitto per postare la versione integrale dell'articolo qui sul blog. Buona lettura (attenzione che è veramente lungo).

Machinima è il futuro. Il mondo machinima è la visione ciberpunk nata nei primi anni ’80 che si è trasformata finalmente in realtà (virtuale). Ma cosa sono i machinima? Si tratta di film generati da videogiochi e diffusi online, principalmente attraverso Youtube. Naturalmente non stiamo parlando di registrare una partita giocata ad Halo o a Warcraft e di metterla in rete, stiamo parlando di creare scenari particolareggiati, ambientazioni innovative, personaggi ben definiti, sceneggiature e storie originali utilizzando dei videogiochi. Il tutto per dar vita a film completamente virtuali. L’unico elemento umano è la creatività, l’idea che da il la al software. Dopo di che resta solo la macchina, c’è solo il mondo virtuale all’interno del quale nasce e si sviluppa tutto il film. Questo naturalmente perché i registi e gli ideatori dei machinima hanno una sovranità per così dire limitata sulla loro opera: una volta stabiliti tutti i parametri è la macchina a decidere, sono i software a dar vita alle scene finali. Ma procediamo con ordine.
I machinima, termine che è l’abbreviazione di machine animation o di machine cinema, nascono intorno alla metà degli anni ’90 nella comunità dei videogiocatori. All’inizio si tratta semplicemente di registrazioni di partite memorabili, che vengono messe a disposizione degli altri utenti in rete attraverso il download (si, vi può sembrare impossibile ma Youtube non esisteva ancora). Il passo successivo è quello di personalizzare scenari e sfondi, rendendo i propri video in qualche modo originali e unici.
Nel 1996 la svolta: un gruppo di giocatori di Quake non si accontenta di documentare una semplice partita ma realizza un vero e proprio video con tanto sceneggiatura: nasce Diary Of A Camper. Visto oggi il filmato è abbastanza rudimentale e addirittura non viene considerato da tutti un vero e proprio machinima, ma segna senza dubbio uno spartiacque nel mondo della community online. I passi successivi arrivano molto in fretta: si iniziano a doppiare i video, dando vita così a dialoghi originali che seguono la sceneggiatura e, soprattutto, i nuovi videogames rendono sempre più facile la realizzazione di filmati originali. I videogiochi di ultima generazione infatti sono pensati addirittura per favorire la realizzazione di machinima: le software houses hanno capito che dare questa possibilità agli utenti crea un valore aggiunto al loro prodotto, rendendolo quindi più appetibile. Si aprono così scenari nuovi ed imprevedibili per la community dei videogiocatori: i videogames possono essere usati anche per giocare ma non è così scontato che questa sia la loro funzione primaria, tanto che oggi il videogame è un punto di partenza per creare un qualcosa di completamente nuovo, un qualcosa che può essere definito a pieno titolo artistico.
Quello che può sembrare il punto di arrivo per una generazione cresciuta nell’humus culturale del cyberpunk e della realtà virtuale, la prima generazione della storia svezzata da internet, in realtà è soltanto il punto di partenza verso un futuro assolutamente sconosciuto. All’interno del mondo machinima tutto (o quasi) è da definire, a partire dal concetto stesso di diritto d’autore che scompare e si annulla in maniera pressoché totale. Come dicevamo infatti le stesse software house hanno da sempre favorito il fenomeno machinima, basti pensare a videogiochi come la serie di The Sims e quella di Halo, o Spore, che nelle loro nuove versioni rendono sempre più facile dare vita a machinima sempre più complessi. Addirittura per quanto riguarda il nuovissimo Halo3 la Microsoft ha distribuito un vademecum ufficiale per spiegare come creare in maniera corretta dei machinima. Per la prima volta, inoltre, sono comparse anche delle proibizioni (o forse sarebbe il caso di parlare di limitazioni, dato che ben sappiamo quanto poco senso abbia parlare di proibizioni all’interno delle community online) che tentano di limitare lo sfruttamento della proprietà intellettuale di Microsoft. Con il crescere della popolarità del fenomeno machinima inizia a crescere anche la paura delle major e l’enorme spettro del diritto d’autore.
Ma il mondo machinima ormai è inarrestabile e non può più essere considerato una semplice sottocultura nata nel web: nell’ottobre scorso a Leicester (Uk) si è tenuto il primo Machinima Europe Festival, organizzato dall’ Institute of Creative Technologies at De Montfort University and Academy of Machinima Arts and Sciences. E si sta già lavorando per la seconda edizione. Il sito www.machinima.com è diventato il punto di riferimento per tutta la comunità internazionale, con tanto di case di produzione specializzate nella produzione di machinima. Su Youtube sono migliaia i video inseriti dagli utenti e i machinima più famosi hanno dato vita a vere e proprie serie, come la celeberrima Red Vs Blue (che, tra l’altro, su Youtube è disponibile anche con sottotitoli in italiano….).
Chris Anderson, nel suo fondamentale “La coda lunga” (pubblicato in Italia da Codice Edizioni), parla della reazione dei suoi figli di fronte ai machinima: «La prima reazione dei bambini fu di guardare e godersi i film machinima come un intrattenimento. La seconda fu di esprimere curiosità per come erano fatti. La terza fu di chiedersi se potevano farne uno loro (naturalmente si). [...] C'è una generazione che sta crescendo guardando persone uguali a loro produrre incredibili opere di creativià. E questo non può non lasciare il segno. […] Quando la gente capisce come viene prodotto un ottimo lavoro, è molto probabile che voglia cimentarsi di persona». Soltanto fra qualche anno riusciremo a valutare quanto questa assoluta libertà creativa ha influito su una generazione che, inutile sottolinearlo, vive un approccio alla rete e al mondo dei videogames completamente diverso da quelle che l’hanno preceduta. Una generazione che, grazie ai machinima, ha la possibilità di realizzare veri e propri film (Burnie Burns, geniale regista inventore della saga Red Vs Blue è inserito nell‘internet movie database!) con un budget di zero euro, senza dover girare nemmeno un secondo con una videocamera. È sufficiente utilizzare un computer, un videogioco e una serie di software reperibili in maniera gratuita online e, comunque, di strumenti che non hanno come funzione originaria quella di creare un film.
Utilizzando un’espressione paradossale, potremmo definire i machinima come il risultato più concreto del mondo virtuale: una comunità internazionale che nasce in maniera totalmente indipendente, che in maniera autonoma si autoregolamenta e che continua a macinare idee verso il futuro senza porsi nessun limite. Le software house, che rappresentano il potere istituzionale, non possono far altro che assecondare questa comunità dato che hanno bisogno del loro supporto.
Di fatto online esiste già un esempio di superamento del machinima stesso. Stiamo parlando di Moviewar, film realizzato utilizzando immagini di videogames montate insieme a filmati reali. Una crossmedialità ancora più spinta, in cui il virtuale si fonde al reale per reinterpretare se stesso. Nel 2005 Herzog ha portato nei cinema di tutto il mondo The Wild Blue Yonder, film girato utilizzando filmati realizzati originariamente da altri per altri scopi. Moviewar sfrutta in parte questo sistema, creando uno scenario fantapolitico di guerra mondiale utilizzando filmati di repertorio trovati in rete, naturalmente tutti funzionali ad una sceneggiatura ben definita, che viene poi sviluppata grazie al videogame Generals della Command and Conquer. Una crossmedialità esagerata dunque, in cui il virtuale e il reale si fondono per dare vita un prodotto totalmente nuovo, in cui l’idea e la creatività umana riscrivono le leggi stesse del medium con cui si confrontano. Aspetto particolarmente interessante di tutto ciò è che, in un mondo letteralmente dominato da utenti anglosassoni (ed in particolar modo statunitensi), Moviewar è stato realizzato da un italiano, Luca Ramelli, giovane musicista e producer milanese.
Di questo passo probabilmente assisteremo anche alla caduta della distinzione tra virtuale e reale, dobbiamo soltanto aspettare. Ad oggi dunque quella machinima è una delle pochissime community online in grado di generare in maniera autonoma non solo contenuti, ma addirittura un nuovo medium espressivo mutante e che si rigenera in maniera multiforme giorno dopo giorno. E proprio per questo cercare di bloccare o di definire in maniera definitiva il mondo machinima resta un’utopia: il futuro è sempre molto più vicino di quanto possiamo immaginare.

Machinima è un abbreviazione di machine cinema o di machine animation, entrambe intese come un insieme di tecniche e come un genere di film (film creati da tali tecniche). Come prodotto tecnico, il termine concerne il rendering di computer-generated imagery (CGI) usando in tempo reale giochi interattivi con un motore grafico 3D […]. Di solito, i machinimas sono prodotti usando strumenti (demo recording, angolazione, editor, etc.) e risorse (livelli, personaggi, etc.) disponibili nel gioco. Ecco un po' di link utili:

questo è incredibile



a proposito di video pazzeschi...

qs magari non è nuovissimo, ma quando me l'hanno mandato (thanx Beppe) mi sono scompisciato dal ridere!

lunedì, marzo 24, 2008

Joe Satriani: Professor Sarchafunkilus And The Musterion Of Rock Podcast!



Daily Podcast Begin March 22nd. Podcast audio e video quotidiano. Satch in persona ti spiega ogni singola traccia del nuovo album, naturalmente chitarra in mano. Cosa volere di più dalla vita? Boh...

Conan The Barbarian O.M.P.S.

Visto che è lunedì di Pasquetta e io sono qui sono a lavorare vediamo un po' di aggiornare il blog. Ma il problema è: che ci metto? Nel dubbio ricicliamo l'ultima recensione scritta su Debaser, vale a dire quella della colonna sonora di Conan The Barbarian. Tutte le altre recensioni, al solito, le trovate qui.

sabato, marzo 22, 2008

Un capolavoro (e buona Pasqua a tutti)


Se devo essere sincero non ho minimamente capito di che cosa si tratti ma... cazzofigata!

venerdì, marzo 21, 2008

C'era una volta Churchill

La Bustina di Minerva di Umberto Eco pubblicata questa settimana dall'Espresso è a dir poco meravigliosa. Ci trovate dentro una serie di riflessioni sul tempo, sul senso della Storia, della percezione della Storia e sull'offuscamento della dimensione storica davvero geniali.

giovedì, marzo 20, 2008

Attacco geek...


In vista del compleanno tondo, tondo di quest'anno, mi sono concesso un regalo anticipato con la "R" maiuscola. Anzi. Con la "i" minuscola: iPhone!
Se mi incontrate sulle scale in condominio, potete toccarmi... :-)

mercoledì, marzo 19, 2008

Loredana Bertè: bestemmie in libertà



Ennesima dimostrazione che ormai la Bertè non è più in grado di intendere e di volere. Un piccolo avviso per chi volesse vedere il video: attenzione perché contiene una serie di bestemmie impressionanti. Del resto lei ha sempre cantato Non sono una signora... In ogni caso è sempre triste vedere un essere umano ridotto in questo stato pietoso. 

UPDATE: su Youtube il video non è più disponibile ma lo potete trovare qui, vale a dire su Libero che ha prontamente caricato nel suo portale il video.

Blog solo con partita Iva?

Quando leggo notizie di questo tipo resto sempre perplesso. Forse un giorno riusciremo ad abituarci alla stupidità cronica della nostra classe dirigente, ma lo dubito. In ogni caso la notizia è la seguente: pare che tutti i possessori di un sito internet dovranno avere la Partita Iva. Anche i bloggers, dunque. Leggo la cosa su Articolo21 (precisamente qui). Si parla di una direttiva dell'Agenzia delle Entrate secondo la quale chiunque volesse realizzare un sito o un blog dovrebbe prima aprirsi una Partita Iva e accollarsi i costi dell’avvio dell’attività e della gestione annuale. Insomma, ci mancava giusto la tassa sulla rete. Adesso va bene essere ignoranti, ma vorrei proprio sapere come si fa a pensare una cazzata del genere (che, tra l'altro, credo sia letteralmente impossibile da far applicare).

martedì, marzo 18, 2008

Un altro scandalo italiano (parlo un po' dei fatti miei, ma neanche tanto)

L'anno scorso, proprio in questo periodo, lavoravo a Dieci, quotidiano sportivo che debuttò in edicola il 10 marzo e chiuse a luglio. Della data di chiusura non sono tanto sicuro, dato che me n'ero andato ai primi di maggio. Il motivo è presto detto: dopo due mesi nessuno era stato pagato, cosa più che sufficiente per farmi abbandonare la baracca. Per fortuna, avevo altre opportunità e collaborazioni da sfruttare, e così ho fatto. Gli altri che rimasero, in moltissimi casi per inseguire un sogno, rimediarono soltanto incazzature, umiliazioni e delusioni: il giornale di lì a pochi mesi chiuse dato che la proprietà continuava a non pagare. Sorvolo sulla pesante situazione personale di tutti quelli che avevano continuato a lavorare duramente e che si sono ritrovati pieni di buchi a cui far fronte, oltre che senza un lavoro. A questo punto scatta il solito iter legale: si chiamano gli avvocati, gli avvocati denunciano e i tribunali sentenziano dando ragione ai dipendenti (e vorrei ben vedere!), ma i proprietari se ne sbattono (sempre massimo rispetto per la magistratura in Italia) e continuano a non pagare. Io ho rinunciato in partenza ad eventuali cause: sospettavo che le cose sarebbero andate a finire in un certo modo, il mio credito era tutto sommato contenuto e non volevo spendere altri soldi per gli avvocati aggiungendo la beffa al danno (e poi sto facendo causa ad un altro tizio che mi deve un sacco di euro che probabilmente non rivedrò mai, quindi...).
In definitiva la situazione è questa: dei tizi hanno aperto un giornale, per sei mesi non hanno pagato nessuno accumulando debiti enormi ma, alla fine della fiera, non è successo niente. Niente. Chi ci ha rimesso tempo, soldi e sogni si è trovato pure preso per il culo. Cornuti e mazziate: cose che capitano. In questi giorni però leggo che i proprietari di quella splendida avventura editoriale (ma si dai, almeno ridiamoci sopra...) sono tra i papabili per l'acquisto dell'Unità. E non stiamo parlando di acquistare una copia del giornale in un'edicola, ma della proprietà del giornale. Una robetta da una ventina di milioni di euro,  se non sbaglio. 
Ora, io non sono un grande esperto di legge, ma mi spiegate com'è possibile che sa in un Paese civile succeda una cosa del genere? Non può succedere, chiaro. E allora mi viene da pensare che questo non sia più un Paese civile, che sia un Paese in cui è normale prendere per il culo la gente, che sia un Paese in cui tutto è permesso a chi se ne sbatte della legge e che anzi, più hai umiliato le persone oneste e più puoi andare avanti tranquillo per la tua strada.
Ah, dimenticavo: tutto questo nel silenzio quasi assoluto dei media nazionali. Del resto un Paese del genere ha i giornalisti che si merita: complimentacci signori miei, complimentacci!

lunedì, marzo 17, 2008

Stare zitti pareva brutto?

Scopro via sms grazie a Tommaso Labranca che Luca Casarini pubblicherà un romanzo con Mondadori. Giro un po' in rete e poi vedo che si tratta pure di un noir (giusto per non farsi mancare proprio niente: credo di essere l'unico in Italia a non aver scritto un noir). A difendere il povero Luca ci ha pensato Sandrone Dazieri, eminenza grigia della Mondadori. Ho letto il suo post e, sinceramente, mi ha convinto poco. Ma queste, si sa, sono solo opinioni. Come è un'opinione ritenere estremamente tirata per i capelli la citazione del testo di Wu Ming che fa Dazieri, soprattutto in questo caso specifico. In ogni caso a me di chi pubblica con Berlusca frega veramente poco. E sapere che lo fa Casarini frega pure meno. Il punto è che dovrebbe fregare a Casarini e, comunque, potrebbe avere il buongusto di stare zitto.
Ora il fatto è che la mia sacca scrotale è talmente piena di lavorare e di digitare davanti a 'sto computer (e di tante altre cose su cui preferisco glissare) che non ho neanche voglia di continuarlo, sto post. Ma forse non ne ho voglia perchè gente come Casarini mi ha sempre messo tanta tristezza, anche perchè mi sembra che sia rimasto sempre lo stesso pirla che, insieme a qualche amico, ho visto anni fa riempire di botte un povero stronzo che aveva scavalcato giù a Roncajette per entrare gratis allo Sherwood (ma questa è soltanto roba da padovani, e devono aver anche passato i trenta per capire di cosa si sta parlando).
Solo ora mi rendo conto che la notizia è pure vecchia, ma del resto non ho mai preteso di essere sul pezzo.

Qualche segnalazione e un po' di cazzeggio.

Eccoci qua. Come al solito al lunedì il buco 08-09 è tremendo. E allora uno si organizza e da un'occhiata in rete, visto che i giornali sono già stati letti da un pezzo: penosa l'intervista a Mick Jagger su Repubblica. Mi accorgo che il sito di Satriani ha cambiato radicalmente grafica in attesa del nuovo albm, Professor Satchafunkilus And The Musterion Of Rock. L'album uscirà il primo aprile e l'edizione speciale conterrà anche un dvd con una mezz'oretta di immagini registrate live e in studio (si può già preordinare un po' dappertutto, ma ad occhio e croce qui lo trovate al prezzo migliore). Sulla homepage del sito trovate anche il podcast di Joe e quello che presumo sia il primo singolo, I Just Wanna Rock (ad un primissimo ascolto sembrerebbe bello peso e molto Ac/Dc... mi piace già un casino!). Qui invece trovate tutte le date del tour (a giugno a Udine e Milano).
Sul blog di Tetris invece un video dell'ultima puntata (andata in onda al solito in orari impossibili per il sottoscritto), con una battuta geniale di Mughini.
Su Vibrisse invece si sottolineano le ingerenze della Chiesa nell'editoria italiana in maniera splendidamente ironica.
Per quanto le mie letture invece sono ingolfato con Il Falò delle Vanità, ma conto di sbloccare la situazione al più presto (anche perchè ho qualche chilo di libri da leggere al più presto). Il lunedì sembrerebbe abbastanza duro ma so di potercela fare, quindi tutto sommato sono abbastanza tranquillo. Ho un po' di cose che mi frullano per la testa e dovrei metterle giù seriamente in un qualche file di word, ma mi sa che avrò poco tempo a disposizione. Poi dovrebbe scattare l'operazione piscina, altrimenti posso dire addio alla mia schiena. E sto iniziando a preparare concretamente il mio coast to coast (si accettano suggerimenti e consigli).
E intanto, per la prima volta, inizio a pensare seriamente che sarebbe il caso di non andare a Pechino quest'anno. Ma so già che la cosa è impossibile, dato che siamo la nazione che non ha esitato a correre in Cile nel '76 pur di vincere una Coppa Davis, per non parlare delle Olimpiadi dell'80 a Mosca (sospetto che fossimo l'unica nazione del blocco occidentale). Già mi vedo la delegazione azzurra che torna da Pechino esaltata per il record storico di medaglie vinte, omettendo di dire che in gara c'eravamo solo noi e i cinesi...

sabato, marzo 15, 2008

Nuova recensione su Debaser: Don't Stop degli Homerun

Inauguriamo un nuovo spazio all'interno delle segnalazioni varie di questo blog: le mie recensioni su Debaser (o anche le vostre, basta farmelo sapere). Partiamo con quella di Don't Stop, l'album di esordio degli Homerun. Tutte le mie vecchie recensioni invece le trovate qui.

venerdì, marzo 14, 2008

Vignetta elettorale

giovedì, marzo 13, 2008

Appello per una nuova moratoria: liberateci da Saviano

Parliamoci chiaro: Gomorra è un ottimo libro e Saviano ha dimostrato di essere un ottimo giornalista (attenzione, sottolineo la grande differenza che c'è tra le parole scrittore e giornalista). Questo è un fatto, come un fatto che quel libro è stato sicuramente molto utile per scoperchiare molti problemi.
Però adesso basta, non se può più: non se ne può più dell'atteggiamento da eterna vittima morale di questo ragazzo di 28 anni che non sorride mai (se non nell'orrenda figurina bannerizzata per promuovere la sua oscena pagina su myspace), simbolo vivente di una marea di luoghi comuni autocompiaciuti (triste, vestito male, ghettizzato, sempre in disparte e felice di tutto ciò).
E, badate bene, il mio non è un attacco a Saviano, ma a chi lo ha trasformato in un prodotto di marketing come la Coca Cola o Che Guevara. E se lui se ne rendesse conto probabilmente si opporrebbe a questa situazione. Lo so, non è la prima volta che scrivo certe cose, né sono il primo a farlo, ma la tremenda intervista pubblicata oggi sul Corriere è stata la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. Ma si può leggere l'ennesima intervista che inizia «Roberto Saviano è ancora un ragazzo. E ogni tanto riesce anche a sorridere, con le labbra che si tendono su una faccia sempre più tesa, sempre più pallida». In attesa del solito pezzo su camorra et similia che comparirà inevitabilmente domani su L'Espresso.

mercoledì, marzo 12, 2008

Un brutto post.

Ora sono un po' in imbarazzo, perché il post affronta argomenti e temi di cui di solito non ci occupiamo. Comunque ho scovato questo cosa sul blog di Tetris, il bel programma di Luca Telese e non me la sono sentita di far finta di niente.


Luca Telese legge in studio l'intervista, pubblicata sul "Foglio", a Verhagen, il pediatra Olandese che ha teorizzato l'eutanasia infantile. Purtroppo non ho letto tutta l'intervista quindi quello che so è quanto si vede nel video qui sopra. Comunque questa è la parte letta da Telese:

"Ho diretto l'eutanasia di una bambina di nome San. Le era stata diagnosticata la più grave forma di epidermiolysis bullosa, uno stato incurabile e fatale che progressivamente distrugge la pelle e porta all'auto-amputazione delle estremità. La pelle sarebbe letteralmente venuta via ogni volta che fosse stata toccata o abbracciata, lasciando in quel punto penose lacerazioni nel tessuto epiteliale. Gli strati più superficiali delle mucose, della bocca e dell'esofago si staccavano ogni volta che veniva nutrita, funzione espletata per intubazione. Nel più ottimistico dei casi, avrebbe vissuto fino al suo nono o decimo compleanno".

Ho i brividi. Davvero. Non oso immaginare il dolore che arriva a provare un genitore di fronte ad una scelta del genere. E di tutto il resto, sinceramente, non mi va proprio di parlare.

Pelle d'oca








Incredibile quanto ci manchi Magnus (video scovato qui).

martedì, marzo 11, 2008

Rocco Siffredi a Deejay chiama Italia: quello che non si è visto in tv


Venerdì mattina Rocco Siffredi è stato ospiti di Linus e Nicola a Deejay chiama Italia. Nel video potete vedere quello che è successo quando il programma è finito.

L'Italiano, questo sconosciuto

Cito da La Stampa di oggi: «il 47,4% dei ragazzi italiani tra i 15 e i 19 anni non sa l'italiano: non lo sa scrivere e non lo capisce se lo legge». È un problema? Credo proprio di si.
Curioso notare come la televisione, che probabilmente molto più della scuola ha insegnato l'italiano agli italiani, ora abbia invertito la tendenza: parlare in modo sgrammaticato o in dialetto ormai è la prassi in tv (in radio un po' meno). Raramente sentirete qualcuno parlare in italiano e non solo quando si tratta di interviste fatte a gente della strada. Io adoro il mio dialetto e tutti i dialetti italiani, segno di una vitalità e di una genialità della lingua sempre sorprendenti, ma credo anche che sia importante capire quando e con chi usarlo e mi sembra di subire quasi una violenza quando mi viene imposto il dialetto altrui.
Per il resto in radio abbiamo finito (si è parlato di scuola e ripetizioni) e ora vado a fare colazione.

lunedì, marzo 10, 2008

Vi capita mai? A me spesso.

Non riesco a capacitarmi di come possa essere già passato questo lunedì, anche perché ad essere onesti non è ancora passato. Ogggi ho fatto cose diverse, tra cui dormire, e si può dire che dopo la parentesi della radio di stamattina ho perso contatto con il mondo relativamente da poco. E allora ecco qualche riflessione sparsa su questo lunedì 10 marzo (che è anche il compleanno del mio cuggino ammericano)
  • Su Repubblica di oggi trovate la recensione del doppio dvd di Live After Death. Curioso notare come ogni volta che la stampa mainstream si avvicini a determinati generi musicali (e soprattutto al metal) non riesca ad evitare di parlare di tutto tranne che della musica. Poco male, sopravviveremo.
  • Poi, questa volta su Repubblica.it, scopro che Dino Baggio debutta a teatro. Roba da non credere.
  • Per quanto riguarda le polemiche su Ciarrapico devo dire che le aspettavo da stamattina: dopo aver letto la sua intervista sul giornale di oggi sapevo che le reazioni non si sarebbero fatte attendere.
  • Non vedo l'ora che esca Juno: dappertutto se ne parla un po' a sproposito, dato che tutti tentano di cannibalizzare in un senso o nell'altro quello che sembrerebbe essere soltanto un bel film. Comunque ovrò aspettare aprile.
  • In Spagna ha rivinto Zapatero: chissà cosa ne pensano i miei amici spagnoli che, stranamente, non si sono fatti sentire.
  • In Francia invece Sarkozy si è beccato una bastonata morale: la cosa non può che farmi piacere.
  • Leggo poi che Rosa Bazzi sostiene che Azouz fosse pazzo di lei.
  • E' da ieri che continuo ad ascoltare il primo disco degli Homerun e devo dire che mi piace proprio.
  • Fra non molto c'è la Feria de Avril e mi viene in mente che non ci sono mai stato. Allora quasi quasi ci scrivo un pezzo e provo a venderlo a qualche giornale. Oddio, questo non significa nulla perchè a) probabilmente la cosa interessera poco o niente e b) anche se lo riuscissi a vendere non avrei risolto il problema. E va bene, vorrà dire che sarà per il 2009.

Questa me l'ero persa...


Semplicemente grandiosi. A volte penso che in pochi si siano resi effettivamente conto della grandezza di Elio e soci, dei veri e propri giganti (potete dare un'occhiata qui, oppure qui oppure qui).

domenica, marzo 09, 2008

Già stanco. Ovvero un po' di malessere.

«[...] Succedeva lo stesso per i suoi Rembrandt, che guardava ogni tanto furtivamente. E infatti, se la più bell'aria che esista diventa volgare, insopportabile, non appena la canticchiano tutti e gli organetti se ne impadroniscono, l'opera d'arte che non è priva d'interesse per i falsi artisti, che non viene contestata dagli stupidi, che non si limita a suscitare l'entusiasmo di pochi, diventa anch'essa, proprio per questo, inquinata, banale, quasi ripugnante agli occhi degli iniziati.
Questa promiscuità dell'ammirazione era, del resto, uno dei dispiaceri più grandi della sua vita. Incomprensibili successi di pubblico gli avevano rovinato per sempre quadri e libri che un tempo gli erano stati cari; davanti al plauso generale, finiva con lo scoprirvi impercettibili pecche e li respingeva chiedendosi se il suo fiuto per caso non si stesse ottundendo, non si lasciasse trarre in ingano».

[Joris-Karl Huysmans, A Rebours]

giovedì, marzo 06, 2008

Sveglia pazzesca.


Ecco di cos'avrei bisogno ultimamente per scendere dal letto alla mattina.

mercoledì, marzo 05, 2008

Megadeth
"Se è troppo alto... sei troppo vecchio!"



Ieri sera mi sono infilato all'Alcatraz per ascoltare i Megadeth! Mi sono lasciato tentare da Roberto, il mio coinquilino, che da una paio di giorni cercava biglietti.
Breve sondaggio tra gli addetti ai lavori e ho recuperato un paio di accrediti. Ascoltavo i Megadeth ai tempi di Youthanasia. Ignoro le loro produzioni degli ultimi anni, per questo le mie aspettative per il concerto non erano molto alte. Fortunatamente.
Ho trovato i pezzi tutti troppo simili tra loro, complice un missaggio di sala mediocre (un impianto mostruoso per una sala di 3-4000 persone) con basso e batteria sproporzionati rispetto a chitarre e voci.
Ciliegina sulla torta: "A tout le monde". Celeberrimo pezzo dei Megadeth, riproposto in duetto con Cristina Scabbia, dei Lacuna Coil. Parte l'arpeggio. Dave Mustaine intona. Appare a sorpresa sul palco Cristina. Attacca a cantare e ... non si sente niente! Il fonico smanetta sul mixer ma non c'è niente da fare: evidentemente il gelato è proprio spento. Magra figura della Scabbia e pezzo rovinato. Pazienza.
Ascolto ancora un pezzo e poi me ne vado.
Non so se sono io troppo vecchio, ma l'audio non mi è sembrato proprio all'altezza del nome della band!

Due miei articoli sul numero di Maxim di marzo

Piccola segnalazione: sul numero di marzo di Maxim potete trovare due miei articoli. In uno si parla di Machinima (sul blog se n'era già parlato qui), mentre l'altro è un'intervista a Chasta, vero e proprio mito vivente per quanto riguarda lo snowkite (nel suo blog, Chasta Airline, trovate anche dei video davvero con le sue evoluzioni pazzesche).
Appena gli articoli saranno online segnalerò i link, cosa buona e giusta soprattutto per il pezzo sui Machinima, dato che sul sito di Maxim l'articolo sarà molto più approfondito e dettagliato di quello presente nel giornale).

martedì, marzo 04, 2008

A volte mi chiedono che lavoro faccio...

...e io non riesco mai a rispondere in maniera semplice e chiara. Mi viene il dubbio di non fare niente e a volte il dubbio si trasforma in una certezza, ma è meglio non pensarci. Adesso ad esempio sto facendo una piccola pausa e ne approfitto per segnalare una delle cose a cui ho lavorato più duramente negli ultimi tempi, il progetto legato ai libri in auto (Torino stiamo arrivando!): trovate qualcosa qui ma, se avete fretta, potete ascoltare una piccola anteprima qui.

Gigi Rizzi ieri sera a Milano

Resoconto (molto veloce) dell'appuntamento di ieri con Gigi Rizzi. Qualcosa trovate anche nel sito del Giornale, ma va detto che il sig. Carbona (il giornalista che ha tenuto l'intervista) ieri non ha certo brillato: domande sbagliate e spesso fuori luogo, lui troppo pretenzioso e a volte anche un po' ostile nei confronti di Gigi (chissà perché poi...). In definitiva un'occasione sprecata, ma sono cose che capitano.
Per il resto mi piacerebbe sottolineare una frase detta ieri da Gigi, frase che sintetizza un po' la cifra del nostro playnonno, come lui ormai ama definirsi simpaticamente:
"Perché Ghunter Sachs mi ha sempre odiato così tanto? Non l'ho mai capito, dato che di fatto era separato da Brigitte da più di un anno quando scoppiò il nostro flirt. Forse perchè, come ha scritto nel suo libro , nonostante tutti i suoi miliardi lui ci ha messo un anno per conquistare Brigitte. Io ci ho messo un'ora, perchè è stata lei a conquistarmi".

Jeff Healey se n'è andato



Inutile dire che a noi piace ricordarlo così, con la chitarra in mano.

La Grande Muraglia della censura

Le prime avvisaglie c'erano state alle Olimpiadi Invernali di Torino, ma ora a Pechino il tutto è diventato ufficiale: divieto assoluto per tutti i tesserati e gli accreditati al villaggio olimpico di parlare di Olimpiadi. Sembrerebbe una barzelletta ma, putroppo, non lo è. Ecco cosa non si può fare né dire (cito paro paro da Repubblica.it): No alle interviste o alle storie su persone accreditate. No alla divulgazione di informazioni confidenziali o private su terzi, con un ovvio riferimento alla sicurezza dei Giochi. No ai diari scorretti o di cattivo gusto [e chi lo stabilisce il limite del cattivo gusto, i cinesi?!?!?!?!]. Non è permesso divulgare suoni, immagini in movimento, sequenze di fotografie di qualsiasi evento olimpico. [...] ma il divieto si estende alle cerimonie di apertura e chiusura, alle premiazioni e a qualsiasi evento nelle zone a cui si accede con l'accredito o il biglietto d'ingresso. Siti d'allenamento, villaggio e centro stampa compresi. [...] Le immagini da fermo si potranno inserire, solo se non riguarderanno gare, cerimonie o premiazioni.
Sono fiducioso che la potenza dell'informazione libera riesca a scardinare questa norma assurda e anacronistica: già nel terzo secolo l'imperatore Qin Shi Huangdi tentò inutilmente di bloccare le invasioni dei barbari costruendo la Grande Muraglia. Ora si cerca di costruire un'altra Grande Muraglia ma sono sicuro che, anche questa volta, i barbari riusiranno a passare.

lunedì, marzo 03, 2008

Per aspera ad astra



La prima volta che ho sentito questo motto è stato agli scout, tanto tempo fa. Lo dipinsi su uno stendardo cavalleresco per l'ambientazione del campo estivo del 1990, se ben ricordo.
Mi è tornato alla memoria sabato sera. Ancora una volta in un contesto scout.
Questo fine settimana Alice ed io abbiamo accompagnato l'Alta Squadriglia del nostro reparto (Milano11) in uscita. Destinazione: rifugio Buzzoni ai piani di Bobbio, Barzio, Lecco. Ragazzi che fine settimana. Meraviglioso.
Riassumo brevemente. Partenza da Milano alle 15 (i ragazzi hanno tra i 14 e i 16 anni e il sabato sono a scuola). Arrivo a Barzio, Valsassina, alle 17. Ci affrettiamo per prendere l'ultima corsa della seggiovia per salire ai piani di Bobbio, ma arrivando ci informano che le corse sono interrotte da 2 ore per il forte vento. La gente sta scendendo a piedi o con i mezzi del soccorso alpino. Che fare? Breve consulto tra i capi. Un'occhiata alla vetta. Sguardi d'intesa con i ragazzi: si parte, a piedi! Ci incamminiamo. Il sentiero è pulito e agevole. Per un'ora. Poi comincia il tratto innevato. Ormai si è fatto buio. E qui comincia uno dei tratti di cammino più belli che io ricordi. Mulattiera innevata. Silenzio. Buio. Cielo stellato senza Luna. Meraviglioso.
Arriviamo agli altopiani. La nostra meta sarebbe ancora lontana (moltiplicate sempre almeno per 2 i tempi di percorrenza che vi da un montanaro) e decidiamo dunque che è meglio fermarci al primo rifugio. Troviamo ospitalità al Centro del Fondo. Ci offrono polenta, brasato e vino a sazietà e una branda per la notte. Super!
La stanchezza si fa sentire ma la voglia di godere del cielo stellato ha la meglio. Così usciamo per una breve veglia alle stelle. Gianni ci racconta dei miti che hanno ispirato i nomi delle costellazioni: il cacciatore Orione che si appresta a uccidere il Toro mandato da Giunone a mangiare le Pleiadi, le amanti di Giove trasformate in gigli; Cassiopea adagiata sul triclinio. Concludiamo la serata con un momento di ringraziamento e il canto del "Signor tra le tende schierati".
L'indomani dopo colazione ci avviamo alla conquista di una piccola vetta, per godere della vista di due valli contemporaneamente: ai nostri piedi la bergamasca da un lato, e la Valsassina dall'altro. Dopo qualche bel rotolone sulla neve ci lanciamo nell'impresa della mattinata: costruiamo un igloo! Mano ai coltelli portati da casa. Tagliamo la neve in grossi blocchi che impiliamo a cerchi concetrici, uno sull'altro. In meno di due ore l'igloo è terminato. A gruppi di tre entriamo per qualche istante. Che bello l'effetto della luce che filtra nella neve e illumina d'azzurro. Giusto il tempo di rendermene conto e i ragazzi abbattono l'igloo con me dentro! Ne segue naturalmente una agguerrita battaglia a palle (o blocchi) di neve!
Celebriamo la messa alla cappella dell'altopiano e poi ci incamminiamo per il ritorno.
Lungo la strada ci fermiamo e mangiamo i nostri panini. Approfittiamo dell'ultimo tratto di sentiero per un breve deserto, una meditazione personale silenziosa.
Il rientro a Milano ha un sapore strano. Siamo consapevoli di aver vissuto un'esperienza memorabile che non vogliamo venga sopraffatta dalla routine della città.
Io sono davvero felice. E mi ritrovo ancora una volta a ringraziare di essere scout!

macchinetta del caffè


Buon anniversario, vicini!

e grazie ancora per la bomboniera, ad un anno di distanza la più utile ed utilizzata della storia.

bravi ragazzi!

Nanotecnologie (quando il domani diventa di colpo ieri)


Copincollo questo splendido video dal blog di Antonio Sofi. Non so a voi, ma a me le nanotecnologie affascinano. E tanto anche.